lunedì 27 marzo 2017

Il ruolo dei Media nelle epidemie programmate (dalla meningite al morbillo)

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Articolo di luogocomune.net a cura di Nitpicker:

La propaganda sui vaccini è sempre più incalzante, impara dai propri errori ed evolve.

Vale la pena riassumere cosa è successo riguardo alla meningite fra la fine del 2016 e l’inizio di quest’anno per poi fare un confronto con quanto accade oggi col morbillo.

Nell’aprile del 2016 Il Sole 24 Ore pubblica un articolo sulla decisione della GlaxoSmithKline di incrementare gli investimenti, 600 milioni di euro in quattro anni, per lo sviluppo commerciale del vaccino meningococcico prodotto negli stabilimenti toscani della multinazionale.

Curiosamente l’annuncio viene preceduto da articoli di testate locali (ad esempio Il Tirreno) e da un approfondimento sulla meningite ad opera del Prof. Carlo Contini, Ordinario di Malattie Infettive del Dipartimento di Scienze mediche dell’Università di Ferrara, dove si parla senza mezzi termini di “epidemia” in corso in Toscana.

Nei mesi successivi i media nazionali cominciano ad alimentare la paura dando minuziosamente conto di tutti i casi segnalati.

Alcuni esempi: Il Giornale, La Repubblica, ancora La Repubblica, Corriere della Sera, ancora Il Giornale, ancora il Corriere. Consultando i link si noterà come la parola “epidemia” sia una costante, così come “allarme”. 


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La campagna mediatica fornisce ovviamente la soluzione alla terribile pandemia: iniettarsi al più presto una salvifica dose di vaccino.

Anche i canali televisivi non si esimono dall’amplificare il tema, e gli esperti interpellati insistono ossessivamente sull’importanza dei vaccini.

L’opera di creazione di un bisogno nella testa dei clienti (i cittadini) basato sulla paura e sull’ansia è esplicita. Impresa facile quando si parla di salute e di morte.

Questa volta però accade qualcosa di inaspettato. 
Improvvisamente, fra il 3 e il 5 gennaio 2017, lo scenario cambia.

Succede che il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità prendono posizione contro la bufala dell’epidemia spacciata dai media.


Risultati immagini per pandemiaDa questo momento tutte le testate gridano ai quattro venti che non c’è alcuna epidemia e cercano di riconquistare la loro verginità. 

Esempi: il Corriere, il Sole 24 Ore, La Repubblica. La condanna per la psicosi dei cittadini, è unanime.


Per quale ragione le istituzioni hanno taciuto per mesi per poi alzare improvvisamente la voce contro la disinformazione? 


La campagna di marketing aveva funzionato alla grande, le aziende produttrici di vaccini avevano esaurito le scorte. Ma non erano stati fatti i conti con la rete e l’informazione indipendente.

Un esempio su tutti: il dottor Tancredi Ascani, medico chirurgo di Perugia, il 30 dicembre 2016 pubblica un articolo in cui demolisce con dati inoppugnabili la panzana dell’epidemia. Il pezzo viene poi ripubblicato da Luogocomune il giorno 2 gennaio 2017 e in brevissimo tempo totalizza più di 54 mila visualizzazioni.

La successiva massiccia condivisione tramite i social network da parte degli utenti del sito ne amplifica enormemente la diffusione.
E’ grazie a questo articolo e ad altri come lui che accade l’impensabile: le istituzioni e i giornalisti sono di punto in bianco costretti a cambiare radicalmente atteggiamento in un disperato tentativo di salvare la faccia. Ma avviene anche qualcos’altro.

Il Corriere della Sera il 22 febbraio 2017 pubblica un articolo dove si sottolinea come il 30% di coloro che avevano prenotato la vaccinazione ha cambiato idea e non si presenta più all’appuntamento.


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E’ evidente come la decisione di utilizzare la parola “epidemia” si sia alla fine rivelata un boomerang. Questo fatto ci permette di ricollegare quanto successo con la meningite a ciò che sta accadendo in questi giorni con il morbillo. La macchina propagandistica mostra evidenti differenze e correzioni rispetto a quanto fatto precedentemente.

La parola chiave “epidemia” è stata sostituita da un numero chiave: il “230”.

Tutta la campagna di marketing è basata sul concetto di costruire un binomio logico fra la crescita dei casi di morbillo in Italia (+230%) nei primi mesi del 2017 rispetto al 2016 e il calo della copertura vaccinale: Corriere della Sera, Repubblica, Sole 24 Ore, Messaggero, tgcom24, skyTg24, Fatto Quotidiano. Il ministro della Salute Lorenzin non ha dubbi: la colpa è dei genitori che non fanno vaccinare i figli.

Questa volta vengono presidiati anche i social network tramite l’opera di esperti come il Professor Roberto Burioni dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Burioni è una vera star fra gli integralisti delle vaccinazioni e sui social adotta uno stile molto aggressivo. Chi non fa vaccinare i propri figli viene additato come scellerato e irresponsabile.


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Il +230% è un dato in grado di colpire l’immaginario delle persone ed è più concreto di una parola come “epidemia” (che comunque viene evocata nell’inconscio della gente senza essere mai usata).
Ma esiste un antidoto per difendersi da campagne mediatiche sempre più determinate e subdole? Certamente sì, basta informarsi e informare con ogni mezzo possibile.

Per fare ciò è indispensabile capire se i due pilastri su cui si basa tutto l’impianto propagandistico (aumento dei casi conseguenti alla diminuzione delle coperture) sono reali.

Tutto sommato è un lavoro semplice, basta andare a vedere i dati ufficiali sulle coperture vaccinali e confrontarli coi dati epidemiologici.

L’Istituto Superiore della Sanità ci mette a disposizione le coperture nazionali dal 2000 al 2015. Prendiamo quelle per il morbillo e mettiamole in un grafico:

Se quanto propagandato in questi giorni è vero, allora negli anni di massima copertura vaccinale, che vanno dal 2007 al 2013, dovremmo osservare un numero di casi di morbillo molto ridotto.
Verifichiamo e prendiamo, sempre dall’ISS, il numero dei casi segnalati negli anni per cui il dato è stato pubblicato (cioè a partire dal 2010):


Vediamo come non ci sia alcuna correlazione fra le coperture vaccinali e il numero dei casi segnalati: addirittura in corrispondenza degli anni in cui le coperture cominciano a calare (2014-2015) crolla il numero dei casi.

Il mese di gennaio 2017 è il mese a cui viene riferito il famoso +230% rispetto al mese di gennaio 2016: guardando la situazione degli anni precedenti appare chiaro come sia un mese perfettamente compatibile con una normale presenza di piccoli focolai di infezione, così come ci sono sempre stati indipendentemente dai tassi di copertura vaccinale. I contagi di morbillo seguono la loro tipica distribuzione casuale, alimentati in maniera imprevedibile dalla naturale variabilità dei fattori ambientali.

In tempi di caccia alle fake news questo sarebbe un esempio paradigmatico da perseguire con rigore. Attendiamo le prossime mosse e le prossime “epidemie” nel timore che, per imporre ogni sorta di vaccino ai cittadini, il sistema non potrà fare altro che ricorrere all’imposizione autoritaria. Buon vaccino a tutti.


Fontehttps://www.luogocomune.net/LC/index.php/21-medicina-salute/4632-le-epidemie-ad-orologeria-dopo-la-meningite-ecco-il-morbillo

domenica 26 marzo 2017

PESTICIDI: contaminazione alimentare a norma di Legge (Italia al terzo posto!)

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Articolo di Marta Frigerio:


L’Italia è il terzo consumatore a livello comunitario di pesticidi (130mila tonnellate), preceduto solo da Spagna e Francia, mentre siamo il secondo consumatore di fungicidi (oltre 65mila tonnellate utilizzate in un anno). 

A dirlo è il dossier di Legambiente, che ha analizzato la frutta e la verdura prodotti nel nostro Paese, venendo a scoprire che un terzo dei prodotti che arriva sulle nostre tavole (36,4%) è contaminata da uno o più residui di pesticidi. 


E questo nonostante i prodotti dichiarati fuorilegge (quelli con almeno un residuo chimico oltre i limiti di legge) siano solo una piccola percentuale: meno dello 0,7%.


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«Lo studio evidenzia in modo inequivocabile gli effetti di uno storico vuoto normativo: manca ancora una regolamentazione specifica rispetto al problema dell’impiego simultaneo di più principi attivi sullo stesso prodotto – ha spiegato la presidente di Legambiente Rossella Muroni –. 

Per questo è possibile definire “regolari”, e quindi da commercializzare senza problemi, prodotti contaminati da più principi chimici contemporaneamente, se le concentrazioni restano entro i limiti di legge». 

Il rapporto sottolinea la necessità di avviare indagini sui rischi dell’azione combinata di più principi attivi, tanto più su quelli che più frequentemente vengono utilizzati in sincrono o miscelati. Infatti, anche se a piccole dosi e sotto i limiti stabiliti dalla legge, l’azione sinergica di diverse sostanze assunte dall’ambiente può avere un effetto cancerogeno.




Ma non è solo l’uomo a farne le spese.



Risultati immagini per pesticidiLa necessità di incrementare la produzione agricola e di difenderla dai parassiti negli ultimi decenni ha favorito l’uso di composti di sintesi senza che venisse svolta un’adeguata indagine sui meccanismi di accomulo che queste sostanze chimiche hanno nel suolo. 

«Una mole crescente di studi scientifici, oggi più orientati alla valutazione dell’impatto ambientale della chimica di sintesi più che ai suoi benefici per la produttività, – si legge nel rapporto – mostra chiare evidenze degli effetti che l’uso non sostenibile dei pesticidi induce in termini di perdita della biodiversità, riduzione della fertilità del terreno ed accelerazione del fenomeno di erosione dei suoli».


"I veleni abbracceranno la Terra come un focoso amante"

Profeta Rasputin 1900




Gli alimenti più contaminati:


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Il poco lusinghiero primato di alimento più contaminato spetta al tè verde, con ben 21 differenti sostanze rilevate. Tra i cibi con la più alta percentuale di residui ci sono anche le bacche, con 20 differenti composti chimici, ma anche il cumino, 14 diverse sostanze, le ciliegie (13), le lattughe e i pomodori (11), e persino l’uva, contaminata da 9 principi attivi diversi.

Nel complesso le pere, le fragole, l’uva e la frutta esotica – soprattutto le banane – sono i prodotti più contaminati dalla presenza di residui di pesticidi.

Tra le sostanze attive più frequentemente rilevate sui campioni ci sono il Boscalid, l’Imazalil l’Acetamiprid, il Metalaxil, il Ciprodinil, il Penconazoloe il Clorpirifos, sostanza riconosciuta come interferente endocrino e dannoso per l’organismo.

Un’Italia a due facce:

Il report di Legambiente mostra un’Italia a due facce: se da una parte il consumo di pesticidi resta alto (anche se è in leggera flessione rispetto agli anni passati), dall’altra aumenta la superficie agricola coltivata con tecniche biologiche e biodinamiche. Tra il 2014 e il 2015, infatti, si è registrato un aumento del 7,5%.


Fontehttp://www.rivistanatura.com/pesticidi-e-contaminato-un-terzo-degli-alimenti/

sabato 25 marzo 2017

Le scie degli aerei classificate come "NUVOLE" nell'Atlante internazionale delle nubi





L’Organizzazione meteorologica mondiale, dopo diversi decenni, allarmata molto probabilmente dalle continue preoccupazione dei cittadini di tutto il mondo per le ingiustificate scorribande aeree nei cieli che rilasciano lunghe scie di condensazione che però non durano pochi minuti, ma ore, a volte giorni interi, ha pubblicato ufficialmente il nuovo Atlante internazionale delle nubi in occasione della Giornata Mondiale della Meteorologia. 

Tutti coloro che vogliano prenderne visione possono accedere all’edizione digitale, al link https://www.wmocloudatlas.org/home.html. 


Il sistema attuale di classificazione delle nubi venne ideato nel 1803 da Luc Howard, autore del volume ‘The essay on the modification of clouds‘ in cui attribuiscono alle nuvole nomi latini. 

Il catalogo contiene circa cento diverse combinazioni e tipologie, ottenute da dieci generi di nubi, suddivisi per specie.


Rispetto al passato“, spiega Marina Baldi dell’Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibimet-Cnr), “il nuovo atlante presenta alcune importanti novità: oltre alle nubi classiche vengono per la prima volta introdotte le nubi speciali: l’Homogenitus, il nome dal latino che significa ‘nubi dovute alle attività umane’. (ma come, non ci avevano detto fino a ieri che è impossibile modificare il clima e di conseguenza generare nubi?!)

Fatto sta che nel nuovo atlante troviamo le "nubi generate dall'uomo", quelle insomma che, fino a ieri, ha detta dei principali Media "non esistevano".


Una domanda viene spontanea:

Queste nubi artificiali, che molti chiamano scie chimiche ed i media instancabilmente ci ripetono essere "innocuo vapore acqueo", come mai permangono nel cielo non solo per ore, ma spesso per dei giorni interi?

Andando spesso ad oscurare la luce del Sole?

Anche ammesso che questi scie prodotte dagli aerei siano innocue, questo giustifica il fatto che a causa loro ci venga meno la luce solare? La vitamina D prodotta da essa?



Perché nel caso degli aerei non si parla mai di inquinamento?


Non bruciano carburante anche loro?


Scie chimiche o no, resta il fatto che quel carburante inquina, come inquina quello bruciato dalle macchine, ma in questo caso nessuno parla di inquinamento, eppure gli aerei che passano sopra le nostre teste sono a volte centinaia in un solo giorno.




giovedì 23 marzo 2017

Arriva Pasqua e la crudele moda dei pulcini colorati vivi

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PULCINI USA e GETTA

Pulcini vivi, tinti di rosa, gialli, blu, verde limetta e fucsia, tutto questo per soddisfare i capricci di un branco di umani "civilizzati" e degenerati, che acquistato ESSERI VIVENTI per gioco, per poi sbarazzarsi di loro (non si sa come ma lo si immagina...), non appena è passata la Pasqua consumistica:

È questa l’ultima mania internazionale per Pasqua: 
regalare un pulcino dalle piume tinte. Una pratica che, per quanto fashion, sta sollevando moltissime polemiche, soprattutto da parte degli animalisti.


Sebbene la colorazione di animali sia illegale in molti stati mondiali, la pratica ha visto un incremento negli ultimi anni, data la semplicità dell’operazione. Per tingere un pulcino, infatti, vi sono due modalità: la prima è iniettare del colore direttamente nell’uovo, la seconda è sottoporre l’animale a un getto colorato poco dopo la nascita. 

La tintura sparisce da sé entro quattro settimane e, secondo i produttori, si tratterebbe di una pratica innocua per gli animali.


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Lo stesso, però, non vale nelle opinioni degli animalisti: 
la procedura è sicuramente stressante per i piccoli pulcini, che arrivano addirittura a ingerire parti del composto colorato. 

E, ovviamente, non è dato ben sapere cosa succeda a questi pennuti multicolor una volta cresciuti e diventati polli e galline: sarebbero in tantissimi, infatti, i padroni di pulcini che se ne liberano al primo cambio di piumaggio!

Il problema, oltre alla possibile tossicità dell’intera operazione, è proprio l’uso improprio che si fa di questi animali, trasformandoli in semplici giocattoli dai toni accesi da dimenticare non appena risultano poco graditi, proprio come a una bambola dalla batterie scariche. E non è tutto, perché oltre alla pratica della tinta, questi pulcini fluo vengono spesso rinchiusi in uova di cioccolato, costretti per ore – se non giorni – in spazi angusti e senza alimentazione.

Saranno pure piacevoli alla vista, ma alla base di un pulcino blu può esserci solo la stupidità umana, quella purtroppo incolore.



IL VIDEO SHOCK




Fonte: http://www.greenstyle.it/pulcini-colorati-per-pasqua-protestano-gli-animalisti-18165.html




martedì 21 marzo 2017

GLUTINE: attacca e danneggia anche i non-celiaci

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Molte persone associano la sensibilità al glutine ai problemi digestivi noti come celiachia e sindrome da colon irritabile.

Ma il glutine non ha effetti negativi solo sull’apparato digerente, infiamma anche altre regioni del corpo, come il cervello, le articolazioni e la pelle.

E’ stato studiato da molti ricercatori, incluso il Dr Kenneth Fine, PhD, che l’81% della popolazione ha una qualche intolleranza al glutine. Questo significa che il corpo produce anticorpi contro il glutine o contro le sue componenti come la proteina gliadina e le sue forme.

Molti ricercatori e nutrizionisti credono che eliminare il glutine dalla propria dieta faccia bene a tutti. Quando si elimina il glutine si notano grandi miglioramenti nelle funzioni del cervello, nel livello di energia, nel respiro, nell’efficienza del sistema immunitario e nella salute della pelle.


Risultati immagini per glutine danniEliminare il glutine fa bene al cervello.

Quando mangiamo cibo contenente glutine, aumentiamo i livelli di una molecola proteica chiamata zonulina. La zonulina funziona come un “cancello” nell’intestino e nella barriera ematoencefalica, modulando la permeabilità di queste zone. Più zonulina c’è nell’intestino, più le cellule intestinali diventano permeabili e i rischi di avere problemi all’intestino aumentano (1)

Alti livelli di zonulina rilassano anche le giunzioni nell’epitelio delle nostre cellule ematiche. E questo permette alle tossine di attraversare facilmente la barriera ematoencefalica. Quando la barriera ematoencefalica è permeabile, attiva una risposta infiammatoria da parte del cervello.

Il tuo cervello non sente nulla ma soffre.

Il cervello non sente dolore e l’infiammazione cronica si sperimenta con sintomi come confusione, processi mentali rallentati, ansia, depressione, disturbi emozionali, e così via. Un cervello cronicamente infiammato è più incline a malattie degenerative come demenza, Alzheimer e Parkinson.


Risultati immagini per glutine danniEliminare il glutine da più energia.

Un individuo con sensibilità al glutine dovrà continuamente mettere in moto le ghiandole surrenali per produrre gli ormoni che riducono lo stress (ogni volta che mangia glutine). Il sistema immunitario è sovraffaticato e va in modalità super-infiammazione, attività che spreca molte risorse vitali. Questo sottopone il corpo a una perdita e conduce all’esaurimento delle ghiandole surrenali e a fatica cronica.

Fare una dieta anti-infiammatoria priva di agenti stressanti come il glutine, grano, cibo geneticamente modificato, zucchero e derivati del latte pastorizzato, aiuta le ghiandole surrenali a calmarsi. Il risultato è un migliore sonno, più energia, meno stress e più equilibrio delle emozioni.


La transglutaminasi è un enzima presente nel corpo che unisce le proteine, ed è anche la chiave della digestione del grano. Quando il corpo invia una risposta immunitaria alla molecola del glutine crea anche sensibilità alla molecola di transglutaminasi.

La transglutaminasi-2 (TG-2) si trova nel rivestimento dell’intestino e gli anticorpi per la TG-2 sono un marcatore per la celiachia.  La TG2 è un marcatore ben noto anche per l’osteoartrite.  Questo è uno dei motivi per cui i celiaci hanno spesso anche degenerazioni della spina dorsale. Molte persone con sensibilità al glutine non celiaca hanno anche problemi più gravi come dolori articolari, reumatismi e osteoartrite.

La transglutaminasi-3 (TG-3) si trova nella pelle e gli anticorpi possono portare acne cronica, eczema e dermatite.  La transglutaminasi-6 (TG-6) si trova nel sistema nervoso e gli anticorpi sono responsabili di disturbi neurologici. La transglutaminasi-7 (TG-7) si trova nei polmoni e gli anticorpi possono portare asma e altre patologie polmonari.

Elimina il glutine e avrai un aspetto e una salute migliori.
Quando elimini il glutine, gli zuccheri e il grano e riduci (o elimini completamente) i carboidrati e gli altri agenti infiammatori noti che il tuo aspetto migliora e ti senti meglio.


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La tua pelle è più chiara, i tuoi capelli più splendenti, le tue articolazioni più forti e il tuo cervello più pronto. La tua memoria migliora e senti più equilibrio nelle emozioni.

I benefici di una dieta antinfiammatoria superano di gran lunga il piacere momentaneo di una fetta di pane o benefici sociali connessi con il consumo di glutine, zucchero e altri alimenti infiammatori.

Come fare una dieta sana senza glutine:
Come ribadiamo spesso negli articoli eliminare il glutine non significa buttarsi sulle alternative Gluten Free come pane, crackers, pasta, merendine, e così via  (che sono pieni zeppi di zuccheri e privi di nutrienti), ma fare un’alimentazione naturalmente priva di glutine.


Fontehttp://www.energytraining.it/glutine-intestino-cervello/

Omicidio del figlio di Dottor Hamer: 38 anni dopo nuovo processo per Vittorio Emanuele



DIRK HAMER 5

Da Libero Quotidiano:

La giustizia non si è dimenticata di Vittorio Emanuele di Savoia e torna a colpirlo, 38 anni dopo. L'erede al trono italiano, oggi 80enne, andrà di nuovo a processo per la morte di Dirk Hamer, (figlio del noto Dottor Hamer) il turista tedesco 19enne ucciso nel 1978 sull'isola di Cavallo, in Corsica, da un proiettile sparato dalla barca di Vittorio Emanuele.


Processato dalla Corte d'assise di Parigi e assolto dall'accusa di omicidio preterintenzionale, ora il Savoia finirà alla sbarra a Roma per calunnia nei confronti di Birgit Margot Hamer, sorella della vittima che nel 2011 ha scritto un libro su quella vicenda, Delitto senza castigo (Aliberti). Vittorio Emanuele aveva denunciato per diffamazione la donna, accusandola a sua volta di avere la responsabilità della morte del fratello.



In quelle pagine la donna accusava Vittorio Emanuele anche sulla base di una intercettazione ambientale datata 2006 nel carcere di Potenza, dov'era rinchiuso per 7 giorni (ingiustamente) per l'inchiesta Vallettopoli del pm Woodcock. Come ricorda il Fatto quotidiano, che pubblicò quell'intercettazione, Vittorio Emanuele confidava al compagno di cella: "Io ho sparato un colpo così e un colpo in giù, ma il colpo è andato in questa direzione, è andato qui e ha preso la gamba sua, che era (parola incomprensibile) steso, passando attraverso la carlinga. Una pallottola trenta zero tre".


E ancora, parlando del processo, si vantava del fatto che con la sua "batteria di avvocati" avesse "fregato" il giudice francese. "Anche se io avevo torto - diceva - li ho fregati. Eccezionale. Il procuratore aveva chiesto 5 anni e 6 mesi. Ero sicuro di vincere mi hanno dato sei mesi con la condizionale: sei mesi, c'era un'amnistia, non l'hanno neanche scritto. Sono uscito".


Fontehttp://m.dagospia.com/c-e-sempre-buonissima-giustizia-nuovo-processo-per-vittorio-emanuele-per-l-omicidio-hamer-144038


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lunedì 20 marzo 2017

200.000 morti l'anno a causa dei pesticidi nel cibo, ma la gente continua a preferire il bello al sano








I pesticidi utilizzati per aumentare la produzione agricola per una popolazione in crescita a discapito della salute della stessa, causano 200.000 morti l’anno.

La diagnosi è di avvelenamento acuto. 
Lo sostiene un rapporto dei relatori speciali dell’Onu per il diritto al cibo, Hilal Elver, e per le sostanze tossiche, Baskut Tuncak, presentato al Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite, in cui chiedono un nuovo trattato internazionale per regolare ed eliminare progressivamente l’uso di pesticidi tossici in agricoltura.

Ci si chiede come mai però, si sia aspettato tanti anni per giungere a questa conclusione, un pò come accadde negli anni 70 con l'amianto.


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“L’uso eccessivo di pesticidi è molto pericoloso per la salute umana e per l’ambiente, ed è fuorviante affermare che i pesticidi sono vitali per garantire la sicurezza alimentare”,è quanto detto dai due relatori dell’Onu al Consiglio per i diritti umani a Ginevra. 

I pesticidi causano 200.000 morti all’anno nel mondo per avvelenamento acuto.

I due relatori speciali delle Nazioni Unite puntano anche il dito contro le tecniche di marketing aggressive e senza etica dell’agroindustria, che nega la pericolosità e gli impatti di alcuni pesticidi. 

L’industria chimica attribuisce invece la colpa dei danni all’uso improprio che ne fanno gli agricoltori,  e spende enormi quantità di denaro per corrompere i politici ed insabbiare le evidenze scientifiche.

Nell'Era oscura del Dio Denaro la nostra salute è costantemente sotto attacco, e spetta solo a noi scegliere di mangiare sano, il cibo avvelenato è una nostra scelta, poiché oggi preferiamo frutta e verdura bella e perfetta invece che sana, e per arrivare al prodotto "perfetto", bello e appariscente bisogna sapere che dietro c'è un trattamento intensivo dello stesso.



domenica 19 marzo 2017

LA SCIENZA CORROTTA: Monsanto l'ha comprata

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Articolo tradotto da "The New York Times":

La reputazione del Roundup, il cui principio attivo è il diserbante più utilizzato al mondo, ha subito un duro colpo martedì scorso, quando un tribunale federale ha desecretato documenti che hanno sollevato interrogativi sulla sua sicurezza e sulle prassi in materia di ricerca del suo produttore, il gigante della chimica Monsanto. 


Immagine correlataIl Roundup e altri prodotti simili sono utilizzati in tutto il mondo per applicazioni che vanno dalle colture in file fino ai giardini domestici; è il prodotto di punta della Monsanto, e sulla base dei risultati delle ricerche finanziate dall'azienda è da tempo considerato relativamente sicuro. Una causa intentata presso il tribunale federale di San Francisco ha messo in dubbio tale conclusione, sulla base dei risultati di un panel internazionale di esperti secondo cui l'ingrediente principale del Roundup potrebbe causare il cancro.

I documenti processuali comprendevano le e-mail interne della Monsanto e gli scambi di mail tra l'azienda e le autorità di regolamentazione federali. La documentazione ufficiale suggerisce che Monsanto sia stata la ghostwriter delle ricerche attribuite poi ad accademici, e rileva come un alto funzionario dell'Agenzia per la protezione ambientale statunitense (EPA) si sia prodigato per reprimere sul nascere uno studio sull'ingrediente principale del Roundup, il glifosato, che avrebbe dovuto essere realizzato dal Dipartimento americano della Sanità e dei Servizi sociali. I documenti rivelano inoltre che vi era disaccordo all'interno della stessa E.P.A. rispetto alla propria valutazione della sicurezza.


Risultati immagini per monsantoGli archivi sono stati desecretati dal Giudice Vince Chhabria, che presiede il processo intentato da persone che affermano di aver sviluppato il linfoma non-Hodgkin in conseguenza dell'esposizione al glifosato. La causa è stata intentata in seguito a una conclusione risalente a circa due anni fa dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), un ramo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui il glifosato sarebbe un probabile carcinogeno; tale conclusione si basa su ricerche che lo mettono in relazione con il linfoma non-Hodgkin.

Le carte processuali mostrano come la Monsanto abbia ricevuto, con alcuni mesi di anticipo, una soffiata a riguardo da parte di un vicedirettore di divisione dell'E.P.A., Jess Rowland, pertanto l'azienda ha potuto preparare un attacco a tale conclusione con largo anticipo rispetto alla sua pubblicazione. I dirigenti della Monsanto, nei loro scambi di e-mail interni, affermano anche che Rowland aveva promesso di respingere un tentativo, da parte del Dipartimento della Sanità e dei Servizi sociali, di condurre studi propri.

In una mail del 2015, Dan Jenkins, un dirigente della Monsanto, afferma che Rowland, riferendosi al potenziale studio dell'altra agenzia, gli avrebbe detto "Se riesco a distruggerlo, merito una medaglia". 


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Lo studio non è mai stato realizzato. In un'altra mail, Jenkins segnala a un collega che Rowland progetta di andare in pensione e afferma quanto segue: "[Rowland] potrebbe essere utile man mano che andiamo avanti nella difesa del glifosato". La sicurezza del glifosato non può essere considerata "settled science". Numerose agenzie, tra cui l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e l'E.P.A. sono in disaccordo con l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, e minimizzano le preoccupazioni per il rischio di tumori; la Monsanto ha difeso vigorosamente il glifosato.

Ma i documenti processuali rivelano anche discussioni all'interno dell'E.P.A. L'Ufficio di Ricerca e Sviluppo dell'agenzia ha sollevato alcune preoccupazioni sulla solidità di una valutazione svolta dall'Ufficio dei programmi aventi per oggetto i pesticidi dell'agenzia, di cui Rowland era al tempo un alto funzionario, e nel dicembre 2015 ha raccomandato di attuare misure per "rafforzare" la "valutazione sulla salute umana". 

Secondo una dichiarazione della Monsanto "Il glifosato non è carcinogeno". L'azienda ha inoltre aggiunto quanto segue: "L'accusa secondo cui il glifosato potrebbe causare il cancro nell'uomo è incompatibile con decenni di studi approfonditi sulla sicurezza da parte delle principali autorità di regolamentazione di tutto il mondo. I querelanti hanno presentato documenti isolati fuori contesto".

L'E.P.A. non ha commentato immediatamente e Rowland non era raggiungibile. La Monsanto ha inoltre respinto ipotesi secondo cui le rivelazioni avrebbero evidenziato preoccupazioni in merito a una possibile compromissione della ricerca accademica da essa finanziata. 

La Monsanto cita spesso tale ricerca a supporto delle proprie affermazioni sulla sicurezza del Roundup e dei pesticidi. In una mail desegretata martedì scorso, William F. Heydens, dirigente della Monsanto, informa altri funzionari aziendali della possibilità per l'azienda di essere ghostwriter della ricerca sul glifosato assumendo ricercatori accademici per apporre i loro nomi alla documentazione, in realtà redatta dalla Monsanto. "Potremmo ridurre i costi redigendo in proprio la documentazione e chiedendo loro di limitarsi a svolgere l'editing e di firmarla, per così dire", scrive Heydens, menzionando un esempio precedente in cui affermava che l'azienda aveva fatto ciò.


Risultati immagini per scienza corrottaInterrogata su questo scambio, Monsanto afferma in una seconda dichiarazione che i suoi ricercatori non sarebbero i ghostwriter dello studio a cui si fa riferimento o di studi precedenti, aggiungendo che un documento, poi effettivamente pubblicato, era stato "sottoposto al rigoroso processo di revisione inter pares del giornale prima della pubblicazione". Durante un'intervista David Kirkland, uno dei ricercatori menzionati nella mail, ha affermato: "Non pubblicherei un documento scritto da altri", e ha aggiunto "non abbiamo mai interagito con la Monsanto durante tutto il processo di revisione dei dati e redazione dello studio".

Le rivelazioni sono solo l'ultimo degli episodi che hanno sollevato preoccupazioni in merito all'integrità della ricerca accademica finanziata da aziende del settore agrochimico

L'anno scorso, un'inchiesta del New York Times ha dimostrato che l'industria è in grado di manipolare la ricerca accademica o falsare i risultati. Le dichiarazioni di interesse incluse in uno studio finanziato dalla Monsanto sul glifosato, comparso nella rivista Critical Reviews in Toxicology, affermavano che i membri del panel fossero stati assoldati da una società di consulenza. Lo scambio di e-mail reso pubblico dimostra come i funzionari della Monsanto abbiano discusso sugli scienziati da prendere in considerazione e plasmato il progetto.

"Ritengo sia importante mettere la Monsanto di fronte alle proprie responsabilità quando le sue affermazioni sono contraddette in toto dall'estrema franchezza della documentazione interna", ha affermato Timothy Litzenburg di Miller Firm, uno degli studi legali partecipanti al processo. Il problema della sicurezza del glifosato non è di poco conto per gli americani: negli ultimi due decenni, la Monsanto ha ridisegnato il mais, i baccelli di soia e il cotone dal punto di vista genetico, pertanto è molto più semplice spruzzare su di essi il diserbante; inoltre, nel 2015, è stato registrato un utilizzo di ca. 220 milioni di libbre (ca. 100 milioni di chili) di glifosato negli Stati Uniti.

"La gente deve sapere che eminenti scienziati di tutto il mondo sono in disaccordo con la Monsanto e con alcune delle valutazioni delle agenzie di regolamentazione, e che anche all'interno dell'E.P.A. vi sono pareri discordanti", afferma Robin Greenwald, avvocato dello studio Weitz & Luxembourg, anch'esso partecipante al processo. "Anche nell'Unione Europea vi è un grande disaccordo tra gli Stati. La situazione non è così semplice come la dipinge la Monsanto".


Fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/03/rivelazioni-schock-s.html

venerdì 17 marzo 2017

BRESCIA CONTAMINATA: sepolte tonnellate di rifiuti tossici

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Traffico di rifiuti e camorra, parla il boss Nunzio Perrella:


Trent'anni al servizio della camorra. 
Poi grande testimone, pentito. Trent'anni nel “giro” del recupero e dello smaltimento dei rifiuti. Anche e soprattutto tossici. “Il quartiere Isola a Napoli è tutto pieno. Ma anche il Raccordo Anulare a Roma”. E la Lombardia: “Ah, il Nord è davvero molto rovinato. I rifiuti li abbiamo portati solo in Lombardia, fino al 1987. Poi stava tutto pieno, e abbiamo cominciato a portarli anche al Sud”.


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Parola di Nunzio Perrella, ex camorrista che negli anni '90 è diventato un collaboratore di giustizia. “Ho cominciato negli anni '60 – ha raccontato ai microfoni della trasmissione Nemo, su Rai Due – ma sono stati subito chiaro: io non faccio droga e omicidi, io faccio la monnezza. Perché la monnezza è oro”.


Un tariffario ben preciso: “10 lire al chilo per la camorra, 25 lire al chilo per la politica. Ho festeggiato 2 miliardi in contanti al ristorante, una sera. E ancora mi chiamano, dopo anni. E sono grandi industriali, non piccoli”.




Il valzer dei rifiuti, anche nel Bresciano. 
Il pentito Perrella incontra Gigi Rosa, del Comitato Sos Terra di Montichiari. “Un paese – spiega Rosa – dove si possono trovare 7 discariche in 1 chilometro quadrato. Un paese dove sono stoccati 13 milioni di metri cubi. 

La situazione è critica: non sappiamo cosa respiriamo, e ormai sono arrivati alle falde acquifere”.

“Montichiari? Me la ricordo bene – ammette Perrella – e così Ospitaletto, Castegnato, Rovato.. Fino a Mantova siamo arrivati”. Ma a Montichiari, i rifiuti dove? “Dappertutto

Tutte le cave che stanno lì, guarda.. son tutte piene. State peggio di noi, siete più rovinati di noi”. Peggio della Terra dei Fuochi.



Fontehttp://www.bresciatoday.it/cronaca/rifiuti-brescia-montichiari-Nunzio-Perrella.html


giovedì 16 marzo 2017

Il Proibizionismo sta spingendo i giovani a cercare alternative legali e letali come l'ortensia

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Mentre in Italia c’è chi chiede la depenalizzazione della cannabis e delle droghe leggere, dall’Estero rischiamo di importare la moda di fumare petali di ortensie. 

In Francia e Germania il caso è all’ordine del giorno da ormai qualche anno: molti giardinieri o semplici cittadini col pollice verde hanno infatti denunciato la depredazione delle loro aiuole. Giovani annoiati danno la caccia alle "ortensie", pianta comunissima e di gran valore ornamentale in tutta Europa.

I Media hanno subito puntato il dito contro i giovani e lo "sballo" ricercato dalle fumate di fiori di ortensia, che però oltre a creare blandi effetti psicoattivi, contiene cianuro, una sostanza tossica che se assunta in grandi quantità può portare all'arresto cardiaco o a seri danni del sistema nervoso.

L'unica cosa di cui nessuno ha parlato è il "perché" i giovani si spingano a provare nuove piante potenzialmente pericolose e poco studiate, ed il motivo è semplice, cercando un'alternativa "legale" alle piante fino ad ora proibite come la cannabis, il kratom, l'iboga, i funghetti e tutte quelle piante considerate sacre e medicinali nei loro Paesi d'origine e tabellate come "droga" nel mondo occidentale che sembra tollerare solo tre droghe: caffeina (caffè), nicotina (tabacco), alcool, note entrambe per la loro tossicità ed il causare dipendenza, tabacco in primis...

Il proibizionismo non solo non funziona, ma sta anche spingendo nuovi ingenui ricercatori degli stati alterati di coscienza verso esperimenti "fai da te" spesso pericolosi. 



Che facciamo, illegalizziamo tutto il mondo vegetale?



O seguiamo il modello del Portogallo che da quando ha depenalizzato la droga (ben 15 anni fa!), ha ottenuto nel giro di poco tempo una drastica diminuzione di morti per overdose e di drogati stessi?

Il numero dei consumatori di eroina, la droga più utilizzata in Portogallo prima dell’introduzione della depenalizzazione, si è ridotto del 70%!

mercoledì 15 marzo 2017

ALLARME A TARANTO: Naftalene cancerogeno nell'urina delle donne!

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PeaceLink ha scritto oggi alla Commissione Europea per aggiornarla in merito “a evidenze di gravità estrema che sono emerse a Taranto recentemente e che confermano una situazione sanitaria inaccettabile legata alle emissioni industriali”.




NAFTALENE NELLE URINE DELLE DONNE:

La Commissione Europea da oggi sa che a Taranto le donne urinano naftalene. 

Nella lettera si legge: “Il naftalene, fra gli IPA cancerogeni, è la principale emissione in massa della cokeria. Esso è classificato dallo IARC, l’Agenzia Internazionale Ricerca sul Cancro, fra le sostanze appartenenti al gruppo 2B, ossia fra i cancerogeni possibili. I bambini esposti al naftalene hanno mostrato segni di danno cromosomico, come riportato dalla letteratura scientifica”.



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“La situazione a Taranto, – si legge nella lettera alla Commissione Europea – nonostante la minore produzione dell’Ilva, continua a non essere accettabile dal punto di vista sanitario. 

Prova ne sono i “wind days”, ossia i giorni di vento dall’area industriale in cui la salute delle fasce della popolazione più fragile è in pericolo (bambini, anziani, cardiopatici, immunodepressi, etc.), come si evince dalle indicazioni precauzionali della ASL che invita ad aprire le finestre nelle ore di minore inquinamento, ovvero tra le ore 12 e le ore 18.




STUDIO FORASTIERE 2016, ECCESSO DI INFARTI:

Ma la prova schiacciante che il rischio sanitario sia inaccettabile a Taranto viene dall’aggiornamento dello Studio Forastiere 2016, uno studio epidemiologico che PeaceLink segnala alla Commissione Europea in questi termini:

“L’esposizione alle polveri industriali è responsabile di un +4% di mortalità e di un incremento specifico della mortalità per tumore polmonare del +5%.

Inoltre, alle polveri industriali è associato un incremento del +10% per infarto del miocardio, il che significa che tali polveri producono non solo un impatto a lungo termine (tumore polmonare) ma anche un impatto immediato in quanto gli infarti avvengono, come dimostra lo studio in oggetto, negli stessi giorni in cui si verificano incrementi di polveri sottili provenienti dall’area industriale“.

Alla luce di questi dati – concludono Antonia Battaglia, Fulvia Gravame, Luciano Manna e Alessandro Marescotti – “Peacelink chiede quali altre violazioni al diritto comunitario debbano verificarsi affinché la Commissione Europea intervenga a protezione dei cittadini di Taranto e degli operai dell’Ilva”.


Fontehttp://www.laringhiera.net/naftalene-nelle-urine-delle-donne-lue-dorme-mentre-taranto-brucia/

martedì 14 marzo 2017

Chi e perché ha ordinato la distruzione degli scheletri dei Giganti?

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Una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha costretto Smithsonian Institution a rilasciare documenti riservati risalenti agli inizi del 1900 dove ci sono prove sulla distruzione di migliaia di scheletri umani giganti.

Sentenza atta a dimostrare che  l’organizzazione è stata coinvolta in un insabbiamento storico sistematico di prove che dimostravano i ritrovamenti di migliaia di scheletri di esseri umani giganti nell’ordine delle decine di migliaia scoperti in tutta l’America. 


Risultati immagini per scheletri giganti foto vereGli ordini di distruzione dei reperti sono stati impartiti da amministratori di livello superiore per garantire la protezione della cronologia storica corrente a riguardo dell’evoluzione umana.


Le accuse erano partite dall’ente americano di Alternativa Archeologia (AIAA) ma la decisione non è stata presa così bene dalla Smithsonian che ha reagito facendo causa all’organizzazione per diffamazione e il danno di immagine dei 168 anni dell’istituzione.



"Nel 1857 il capo Tuono Roboante della tribù delle praterie dei Comanche, narrava che una tribù di giganti bianchi, 
alti più di 3 metri, abitava la terra nell'antichità"



Durante la causa in tribunale, sono stati messi all’atto decine di nuovi elementi di prova e testimonianze su come Smithsonian abbia sistematicamente distrutto i ritrovamenti, decine di migliaia di scheletri umani che raggiungono 6 piedi e 12 piedi di altezza, una realtà storico-archeologia che per qualche strano motivo non si può ammettere per per motivi diversi, così sostiene il portavoce AIAA, James Churward.

Inoltre;


Immagine correlataC’è stata una copertura importante dalle istituzioni archeologiche occidentali fin dai primi anni del 1900 con l’intenzione di farci credere che l’America è stata colonizzata da popolazioni asiatiche che migrarono attraverso lo stretto di Bering 15.000 anni fa, quando in realtà, ci sono centinaia di migliaia di sepoltura e tumuli in tutta l’America e i resti di insediamenti che mostrano tracce di una civiltà altamente sviluppata (Atlantide e Lemuria?), dove l’uso complesso di leghe metalliche era alla portata, luoghi in non è inconsueto la scoperta di resti umani giganti, ma tutt’ora, anche nell’odierno, questi non vengono denunciati nè dai media nè agenzie di stampa ” come se ci fosse un ordine superiore, una sorta di omertà sul tema.




Il punto di svolta del caso è stato quando un’osso di femore umano lungo 1,3 metro è stato mostrato come prova in tribunale



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Questo è stati un duro colpo per gli avvocati della Smithsonian e non ci si spiegava come l’osso poteva esser stato trafugato dallo Smithsonian. Ma in realtà e stato sottratto dall’istituto da uno dei loro curatori di alto livello a metà del 1930, questo personaggio aveva tenuto l’osso per tutta la sua vita ed ha ammesso sul letto di morte e anche per iscritto che quel reperto dimostrava l’atteggiamento insabbiatorio ed anche oscurantista atto allo Smithsonian per decenni.

Nella lettera, quel che colpisce un po tutti gli amanti dell’archeologia misteriosa e quanto segue;

E ‘una cosa terribile che è stato fatto per il popolo americano. Stiamo nascondendo la verità sui progenitori dell’umanità, i nostri antenati, i giganti che popolavano la terra come ricordato nella Bibbia e testi antichi del mondo”.

 La Corte Suprema degli Stati Uniti ha costretto la Smithsonian Institution a rilasciare pubblicamente tutte le informazioni classificate su tutto ciò che riguarda la “distruzione di elementi di prova relativi alla cultura dei costruttori di tumuli” e di elementi “relativi a scheletri umani di altezza maggiore rispetto al solito”, una sentenza di cui la AIAA è altamente entusiasta.



"Gli indiani Navajo, nelle loro leggende riportano le storie di giganti bianchi che venivano chiamati Starnake, descritti come "una razza regale di giganti bianchi dotata di tecnologia mineraria che ha dominato sull’Occidente, ha schiavizzato tribù inferiori, aveva roccaforti in tutte le Americhe."



Risultati immagini per Hans Guttenberg“Il rilascio pubblico di questi documenti aiuterà (o farà venire un diavolo per capello, ndr) archeologi e storici a rivalutare le attuali teorie sull’evoluzione umana e ci aiuteranno ad ampliare la nostra comprensione sulla cultura del costruttore del tumulo in America e in tutto il mondo”, spiega AIAA direttore, Hans Guttenberg.

Finalmente, dopo più di un secolo di bugie, la verità sui nostri antenati giganti potrà essere rivelata al mondo”, dichiara visibilmente soddisfatta dalla sentenza del tribunale.

Tali documenti sono impostati per essere rivelato al pubblico nel 2017 e l’operazione sarà condotta da un’organizzazione scientifica indipendente per garantire la neutralità politica.


«Innumerevoli lune fa, una razza di uomini bianchi, alti tre metri e molto più ricchi e potenti di qualunque bianco ora in vita, abitava gran parte della terra, che si estendeva dal sorgere al tramontare del sole. Le loro fortificazioni coronavano le cime delle montagne, proteggendo le loro popolose città situate nelle valli sottostanti».

capo Comanche Tuono Roboante


Fontehttp://www.organicandhealthy.org/2017/03/smithsonian-admits-to-destruction-of.html?m=1

domenica 12 marzo 2017

E' caccia ai "ciarlatani" ma gli errori medici sono la terza causa di morte in Occidente

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Mentre continua la caccia alle streghe alla "Medicina Alternativa", i Media tacciono su questa statistica

Si ringrazia per la traduzione Lorenza Veronese:

Ce ne siamo già occupati altre volte in passato: gli errori medici sono la terza cause di morte nel mondo Occidentale, dopo le malattie cardiovascolari e il cancro. 

Quello che esce da un recente studio pubblicato dal British Medical Journal ha però dell’incredibile: l’errore medico non è incluso nei certificati medici e nelle statistiche riguardanti le cause di morte! 

Questo significa una sola cosa: i numeri delle morti che noi tutti conosciamo sono sottostimati. Quindi le cause iatrogene potrebbero risalire il podio diventando la seconda o addirittura la prima causa di morte al mondo.




Ovviamente i Media tacciono. 



Argomento tabù, gli sponsor sono sacri. 
Farmaci killer spietati? Assolutamente no, le droghe non si toccano, gli interessi economici sotterrano le morti che passano in secondo piano. Esattamente come i morti civili nelle guerre: danni collaterali.

Oggi la realtà è la seguente: probabilmente i farmaci uccidono più delle guerre.


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A fare un po’ di luce due ricercatori Martin Makary e Michael Daniel che hanno cercato di stimare il contributo dell’errore medico sul tasso di mortalità americano. La loro ricerca è stata pubblicata il 3 maggio scorso dal prestigiosa e accreditata rivista britannica (British Medical Journal, 3 maggio 2016; 353).

La lista annuale delle cause più comuni di morte negli Stati Uniti è stilata dal CDC, il Centro di Controllo e Prevenzione delle Malattie.
Tale lista utilizza i certificati di morte compilati da medici, agenzie funebri e medici legali. 

Uno dei maggiori limiti del certificato di morte è che esso fa affidamento al codice ICD di assegnazione internazionale della Classificazione delle Patologie che causano la morte. 
Ciò che ne risulta è che le cause di morte non associate ad un codice ICD, come ad esempio fattori legati a errori dell’uomo o del sistema, non vengono menzionati! 

I due ricercatori hanno analizzato la letteratura scientifica sugli errori medici per identificare il loro contributo nella mortalità negli USA in relazione alle cause elencate dal CDC.



Risultati immagini per errori mediciL’errore medico è stato definito un atto inconsapevole o un processo che non raggiunge il risultato aspettato (errore di esecuzione), o l’utilizzo di un piano di azione errato per raggiungere uno scopo (errore di pianificazione) o una deviazione del processo di cure che può o meno causare danno al paziente. 
Il danno al paziente può provenire da un errore medico a livello individuale o di sistema.

Ci focalizziamo su eventi letali evitabili per sottolineare il range dei potenziali miglioramenti da mettere in atto. Il ruolo dell’errore può essere complesso.

Mentre molti errori sono non-consequenziali (non portano cioè a conseguenze gravi per la salute), in altri casi un solo errore può determinare la morte in qualcuno con un’aspettativa di vita lunga o può accelerarne la fine. Il seguente caso dimostra come un errore possa contribuire alla morte di una persona.

Caso: ruolo svolto dall’errore medico nella morte di una paziente
Risultati immagini per errori mediciUna giovane donna guarì dopo aver subito un intervento di trapianto andato a buon fine. 

Successivamente, venne ricoverata nuovamente per alcuni disturbi non specificati che vennero studiati sottoponendola ad un iter di esami intensivi, alcuni dei quali non necessari, inclusa una pericardiocentesi. Giorni dopo, in seguito ai suddetti esami, dovette tornare in ospedale per un’emorragia intra-addominale e un arresto cardiopolmonare. L’autopsia rivelò che l’ago inserito durante la pericardiocentesi aveva escoriato il fegato causando un pseudoaneurisma che sfociò in una rottura dello stesso e nella conseguente morte della donna. 

Il certificato di morte riportò che la causa del decesso era da ricondursi ad una patologia cardiovascolare della paziente...


Quanto è grande il problema?



(...)Un altro report del 2004 riguardante i decessi di pazienti ricoverati associati all’Agenzia per la Qualità nella Sanità e per la Verifica della Sicurezza del Paziente riferita alla popolazione con assistenza sanitaria, stimò che 575.000 decessi sono stati causati da errori medici tra il 2000 e il 2002 che sono circa 195.000 morti all’anno (tavola 1). 

Allo stesso modo il Ministero della Salute degli Stati Uniti esaminando gli archivi dei ricoverati nel 2009 riportò che 180.000 decessi tra coloro aventi assicurazione sanitaria erano dovuti a errori medici. 

Utilizzando metodi simili, le pubblicazioni mediche di D.C. Classen descrivono una media di 1,13%. 

Se questa media venisse applicata a tutte le ammissioni registrate negli ospedali statunitensi nel 2013 il numero delle morti diventerebbe più di 400.000 all’anno, e cioè 4 volte maggiore alle morti stimate dal IOM.


Risultati immagini per errori mediciSimilarmente, pubblicazioni di C.P. Landrigan (Classes e Landrigan hanno cooperato a pubblicazioni riguardanti la Sicurezza del Paziente) hanno riportato che lo 0,6% delle ammissioni ospedaliere in un gruppo di ospedali della Carolina del Nord nell’arco di 6 anni (2002-2007) sono risultate letali a causa di eventi avversi ed è stato stimato che il 63% fosse causato da errori medici.

Riportati ad una media nazionale questi dati si traducono in 134.581 morti annuali di pazienti a causa di una scarsa cura del paziente. 

Da notare che nessuno di questi studi menziona le morti di pazienti curati esternamente, ovvero quelle risultanti da errori su pazienti curati a casa o assistiti nelle loro case oppure di pazienti curati in ambulatori esterni o cliniche private.

Una rivista specializzata redatta da James stimò gli inconvenienti in campo medico utilizzando una analisi ponderata e descrisse un range pari a 210.000 – 400.000 di morti annuali associate ad errori medici tra i pazienti ricoverati negli ospedali. 

Noi abbiamo calcolato una media di decessi causati da errori medici di 251.454 per anno, utilizzando gli studi sviluppati sul report dell’IOM del 1999, valutando anche le ammissioni ospedaliere registrate nel 2013 negli Stati Uniti. 

Crediamo che anche la nostra ricerca non sia del tutto realistica e sia molto riduttiva, in quanto si basa per lo più su documenti o ricerche che comunque riguardano esclusivamente i decessi di pazienti in ospedale. 


Risultati immagini per errori medici
Nonostante le nostre supposizioni fatte estrapolando dati di studi effettuati sul più ampio range di popolazione statunitense possibile, emerge sempre di più la quasi totale assenza di dati nazionali evidenti e la conseguente necessità di una sistematica analisi di questo problema.

Confrontando le nostre stime con quelle del Centro Clinico di Controllo e Prevenzione (CDC) nazionale se ne deduce che gli errori medici sono la terza causa più comune di decessi negli Stati Uniti. 


Cause di decessi negli Stati Uniti, anno 2013 : 
                
Basandoci sulle nostre stime gli errori medici sono la 3° causa di morte negli Stati Uniti

Elenco delle principali cause di morte nel 2013:

-        Malattie cardiache: 611.000

-        Cancro:                  585.000

-        Errori medici:          251.000 (tra gli errori medici non sono registrate le morti al di fuori degli ospedali).

-        Suicidi:                   41.000

-        Incidenti:               34.000

-        Armi da fuoco:        34.000


Abbiamo stimato che gli errori medici siano la 3a causa di decessi negli Stati Uniti e pertanto ciò richiede la dovuta attenzione. 

Gli errori medici che conducono alla morte del paziente sono sottostimati e poco conosciuti anche in molti altri paesi, incluso il Regno Unito e il Canada. 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) 117 nazioni codificano i decessi utilizzando la classifica standard ICD (che esclude l’errore umano) come metodo primario di valutazione. 



Fonte e articolo completo: http://www.disinformazione.it/errori_medici.htm