mercoledì 19 aprile 2017

C'è un Indiano d'America in prigione da 40 anni. La sua colpa? Aver difeso il suo popolo

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Chi è Leonard Peltier?

Leonard Peltier è un nativo americano in carcere da 40 anni per difendere i diritti del suo popolo. Nasce nel 1944 e già dalla sua infanzia capisce che la vita per i nativi d’America è dura, tra miseria, razzismo, emarginazione. 

Cresce anche in un istituto dove conosce la prima “istituzione totale”, ma ha un buon carattere e la sua gioventù è carica di socialità, mentre impara a riparare vecchie automobili. Ma sono gli anni in cui la comunità indiana comincia ad alzare la testa e si organizza. 

Nasce l’AIM, American Indian Movement, di cui dopo poco Peltier entra a far parte. Nel 1973 oltre trecento indiani d’America tengono testa agli uomini del governo, che per scacciare i Lakota dal loro territorio, si erano alleati con il capo di un’altra tribù, Dick Wilson, che con una sorta di polizia privata mieteva terrore nella comunità indigena con pestaggi ed omicidi. 





 "Quando ci arrestarono, i soldati toccavano le donne davanti agli uomini, cercando di farci reagire così da poter giustificare le nostre esecuzioni."

Leonard Peltier



Lo stesso Wilson stava trattando in gran segreto la vendita di parte delle terre della riserva dei Lakota Oglala di Pine Ridge, nel sud Dakota, agli Stati Uniti. 



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Consapevole della fierezza e dell’ostinazione delle popolazione native, il governo statunitense cerca in tutti i modi di cacciare i Lakota dal loro territorio per impossessarsi dei loro giacimenti. E’ un periodo durissimo, per due anni quella regione vede una presenza spropositata di agenti dell’FBI, e i morti tra i nativi sono almeno 60. 




"Quelli di noi che furono riconosciuti come capi, vennero pestati nelle celle della prigione militare dell'esercito."



Nel giugno del 1975 dalla comunità di Oglala viene lanciato un appello all’AIM perchè qualcuno vada ad aiutarli, la tensione è altissima. Arrivano 17 membri del AIM, di questi solo 6 sono uomini, tra loro c’è Leonard Peltier. Il 26 Giungo 1975 nei pressi della comunità indiana si presentano in auto, senza alcun segno di riconoscimento, due agenti dell’FBI: la scusa è la ricerca di un uomo che ha rubato degli stivali.





E’ probabilmente una trappola, tanto che nel giro di poco tempo si scatena una sparatoria tremenda con centinaia di agenti e militari.




Gli Oglala Lakota si difendono, rispondono al fuoco e alla fine sul terreno restano tre corpi: due agenti dell’FBI e un indigeno. 


Immagine correlataTutta la comunità riesce a scappare e a nascondersi, si scatena una caccia all’uomo di dimensioni impressionanti. Per l’indiano americano morto non fu aperta alcuna indagine, mentre per i due agenti vennero imputate tre persone. 

I primi due arrestati vengono processati ed assolti sulla base della legittima difesa, rimane il terzo accusato, Leonard Peltier, il quale nel frattempo è scappato in Canada. Su di lui si riversa tutta la rabbia dell’FBI, è il capo espiatorio. 

Viene arrestato in Canada il 6 Febbraio 1976 e dopo pochi mesi estradato sulla base di false testimonianze, tanto che successivamente il governo canadese protesterà per i modi in cui si ottenne l’estradizione. Ma oramai Leonard Peltier è nelle mani dei coloro che vogliono letteralmente vendicare i due agenti morti. 



Nel suo libro "La mia danza del Sole", Leonard Peltier racconta:


"A Milwaukee rimasi coinvolto in un episodio strano e inquietante.
Stavo mangiando in una trattoria con un paio di fratelli indiani, quando una coppia di uomini seduti al tavolo accanto cominciò a indicarci ridendo rumorosamente e facendo battute razziali.
Non potevo sapere che erano poliziotti in borghese.

Ci alzammo per andarcene, ma quei due ci aspettavano fuori, proprio davanti alla porta, impedendoci di uscire.

- Cosa c'è da ridere? - chiesi.

Ero furioso e pronto a battermi, ovviamente è quello che aspettavano.

Non appena parlai, prima ancora di poter alzare una mano, mi trovai due Magnum calibro 357 puntate alla testa. (...cercavo di ripararmi mentre loro mi colpivano a sangue. Venni poi a sapere che, a forza di picchiarmi, uno dei due, poverino, si era ferito una mano e aveva dovuto chiedere due giorni di  riposo."



Questa volta il processo viene organizzato diversamente: si svolge nella città di Fargo, storicamente anti-indiana, la giuria è formata da soli bianchi e il giudice è noto per il suo razzismo



Risultati immagini per leonard peltier violenceIl processo prende ben altra piega e Peltier viene condannato a due ergastoli consecutivi. Durante il processo non si tiene conto delle prove a suo favore, ma solo di testimonianze manipolate, vaghe e contraddittorie. 

Dopo cinque anni, accurati esami balistici riescono a provare che i proiettili che uccisero i due agenti non appartenevano all’arma di Leonard, e alcuni dei testimoni che lo avevano accusato ritirano le loro dichiarazioni, confessando di essere stati minacciati dall’FBI



Leonard Peltier nel suo libro scrive:



"E' così che fanno. Ti prendono di mira, t'incastrano, t'arrestano, ti picchiano a sangue, ti appioppano un'accusa falsa. Poi ti trascinano in prigione e in tribunale e t'impoveriscono con le spese legali."




A Leonard è stata negata la possibilità di avere una revisione del processo, nonostante le prove che dimostrano la sua innocenza. Non gli è stato nemmeno permesso di presenziare ai funerali di suo padre, di sua madre, dei suoi zii. Per almeno due volte si è cercato di ucciderlo in carcere, mentre le sue condizioni di salute sono difficili. Operato ad una mascella solo grazie alle pressioni popolari, quasi cieco da un occhio, malato di diabete e di prostata, ma Leonard Peltier resiste e non rinnega nulla della sua lotta. 





A settembre Leonard ha compiuto 70 anni.




Mentre tu stai leggendo Peltier è ancora in prigione. Fino a quando?




Leonard Peltier è in carcere perché lottava per i diritti del suo popolo e la sua storia è un esempio delle tante ingiustizie che avvengono in ogni parte del mondo e che vengono taciute perché “scomode”. 

Perché punire con il carcere a vita questo indiano d'america di nome Leonard Peltier?

Per lanciare il messaggio a tutti gli indiani oppressi, per dire loro che se oseranno ribellarsi alla democratica civiltà americana moderna, essi pagheranno e saranno puniti anche se innocenti.

Ma i governi non sanno che gli indiani non hanno mai smesso di lottare, ne mai lo faranno, perché come dicevano i loro antenati, è meglio morire da uomini liberi che vivere da schiavi:





Fonte : Infoaut



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lunedì 17 aprile 2017

Dalla Cina di Mao all'Europa delle Multinazionali: la guerra a Madre Natura è in atto


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Era il 1958 e la Cina comunista di Mao Tze Tung puntava al grande balzo in avanti: riformare il paese e trasformarlo in una società comunista e industrializzata che avrebbe dovuto competere e sconfiggere i paesi capitalisti.

Una delle campagne ideate da Mao fu la cosiddetta eliminazione delle quattro piaghe: zanzare, mosche, ratti e passeri. Sterminare le prime tre era necessario, a suo modo di vedere, per portare progresso e igiene in un paese rurale e arretrato, mentre l’ultima – l’eliminazione dei passeri – doveva aumentare le produzioni dell’agricoltura nazionale dato che la sottospecie passer montanus era accusata di sottrarre ai contadini una parte del raccolto di grano e riso.

L’intera popolazione rurale fu mobilitata per lo sterminio con un metodo semplice e crudele: battere pentole, vasi e tamburi per spaventare i passeri e impedire loro di posarsi sugli alberi, fino a cadere a terra morti per lo sfinimento. 





Nidi demoliti, uova distrutte, pulcini uccisi




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Otto milioni di passeri e altri uccelli vennero uccisi, causando la quasi scomparsa degli uccelli in Cina. (L'ignoranza e la cattiveria umana non conoscono limiti...)

Ma Mao e i dirigenti cinesi non avevano considerato una cosa piuttosto banale: i passeri non mangiano solo i cereali, ma anche gli insetti. In breve, sterminati i passeri, proliferarono cimici e cavallette e i raccolti, invece che aumentare, furono a loro volta falcidiati. Questa pratica contribuì, insieme ad altre brillanti iniziative, a squilibrare gli ecosistemi cinesi, e a causare una grande carestia che costò la vita a 30 milioni di cinesi negli anni successivi... ( ...Karma? )



Questo racconto fa molto riflettere; perché in fondo la ricerca e la ripetizione di soluzioni che sembrano semplici ma che finiscono per creare problemi maggiori non si è certo fermata alla esperienza cinese.


Anzi mi pare piuttosto il modo usuale con cui viene condotta la moderna agricoltura industriale


C’è un nuovo insetto che minaccia la produttività agricola? 

Nessun problema, l’industria agrotecnologica fornisce una soluzione semplice e immediata per sterminarlo. C’è un piccolo batterio che infesta e uccide gli ulivi? 


Risultati immagini per monsantoMolto semplice: si estirpano le piante malate e si innaffiano di insetticidi le campagne per distruggere la popolazione di insetti ‘untori’ che diffondono il contagio.

Certo è vero, oggi non si fanno più i medesimi errori madornali che si facevano al tempo di Mao. Però il sistema sembra proprio il medesimo: la distruzione dei servizi ecosistemici che supportano la vita e la mancanza di comprensione delle dinamiche complesse dei sistemi naturali.

E mentre di grandi carestie si sente molto meno parlare, è il reddito di chi lavora la terra ad essere falcidiato dai costi sempre crescenti dell’agrochimica, oltre che dalle folli dinamiche competitive di mercato. E nel frattempo queste pratiche agricole compromettono la fertilità dei suoli, la qualità delle acque e dell’aria, contribuiscono al cambiamento climatico e a rendere l’agricoltura più fragile e dipendente da poche, pochissime, multinazionali.

Insomma, diminuisce l’interesse, che è il reddito dell’agricoltore, diminuisce il ‘patrimonio’, che è la fertilità della terra, e aumentano i costi secondari che ricadono su tutti noi; sembrerebbe il quadro di un’azienda prossima al fallimento.

Quindi sempre meno benefici per chi lavora e chi consuma. 





Sempre più un sistema a favore di poche e potentissime multinazionali. 




Come il colosso della chimica e agrochimica cinese ChemChina, simbolico erede dei burocrati maoisti stermina passeri, che in questi giorni ha avuto il via libera alla fusione con la svizzera Syngenta. Una nuova unione, dopo quelle tra Bayer e Monsanto e tra DuPont e Dow Chemical, che accentra il 70% mercato degli agrofarmaci e il 60% delle sementi nelle mani di sole tre mega multinazionali.

Perché chi controlla il cibo controlla il mondo.


Fonte: http://mirkobusto.net/la-cina-di-mao-leuropa-della-bayer-monsanto-e-il-controllo-del-cibo/



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Arriva il diserbante d'uva che rispetta l'ambiente e la salute

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Un'azienda veronese ha realizzato un'idea innovativa, ma soprattutto ecologica: un diserbante naturale che rispetta la natura e la salute dell'uomo.

Il diserbante in questione viene creato facendo fermentare l'uva ed estraendone da essa i batteri acetici e altre sostanze a base vegetale che sono poi in grado di eliminare l'erba che cresce attorno ai vigneti coltivati, senza però gli effetti negativi e tossici degli erbicidi di origine chimica. 






sabato 15 aprile 2017

«L’Occidente distrugge le nuvole e causa la siccità in Iran» L'ex presidente iraniano denuncia la geoingegneria



«L’Occidente distrugge le nuvole e causa la siccità in Iran»




L’Iran è uno dei paesi che rischia di più la siccità. Ma per il suo presidente Mahmoud Ahmadinejad la colpa è dell’Occidente: 

«I nostri nemici distruggono le nuvole prima che arrivino sul nostro paese».


L'ex presidente Mahmoud Ahmadinejad aveva anche accusato gli Stati occidentali di aver creato il virus Hiv per indebolire i paesi in via di sviluppo e creare un mercato artefatto per i prodotti farmaceutici.



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L'ex presidente dell’Iran nel 2012 dichiarò che i problemi legati alle poche precipitazioni fossero causati dall'esercito americano, che spruzza sostanze chimiche e tossiche sopra le nuvole tarmite aerei, in grado di prosciugare l'umidità nell'aria, causando così siccità artificiale: 

«Oggi il nostro paese rischia la siccità, che è in parte causata dai nostri nemici che distruggono le nuvole prima che arrivino sul nostro paese». 

«Questa – ha aggiunto – è una guerra che noi riusciremo a vincere».




Hassan Mousavi, a capo di un importante istituto culturale iraniano invece disse:  


«Penso che l’arroganza e la colonizzazione mondiale (il modo in cui in Iran vengono definiti Usa e Israele, ndr) usino le loro tecnologie per danneggiare la nostra situazione ambientale» 



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Altre fonti: http://www.meteoweb.eu/2012/07/siccita-in-iran-moussavi-shock-la-provocano-artificialmente-le-potenze-occidentali-contro-lislam/143941/


. - http://www.tempi.it/tag/occidente-siccita-iran#.WPHR__nyi1s



Se vuoi approfondire l'argomento e saperne di più non ti resta che leggere questo articolo: https://www.dionidream.com/ecco-le-prove-della-manipolazione-climatica/

giovedì 13 aprile 2017

TRIESTE: Anziani rifiutano il vaccino, la polizia li convoca in questura





Quanto state per leggere non è una favola, tanto meno una bufala, ma la realtà dei fatti di quanto sta accadendo in Italia.

Il quotidiano di Trieste "ilpiccolo" riporta questa allucinante notizia. 


Articolo di Gianpaolo Sarti:


- Una telefonata della polizia e l’invito a recarsi in questura per “accertamenti sui vaccini antinfluenzali”. Poteva sembrare una truffa, di quelle architettate per far allontanare la gente da casa con una scusa qualunque, approfittare della loro assenza e introdursi nell’abitazione per rubare. Uno dei tanti modus operandi dei ladri d’appartamento. Invece no, nessun imbroglio. 

La telefonata è partita effettivamente dall’ufficio di un agente perché, come verrà chiarito dalla stessa questura, c’è un’indagine in corso. 





E proprio sui vaccini. Ma perché? 




Sul motivo cala il totale silenzio. 
Un vero e proprio mistero, visto che le forze dell’ordine non possono fornire alcuna spiegazione. «Segreto istruttorio», afferma un funzionario di polizia.


Una vicenda dai contorni strani, quantomeno curiosi, che ha visto protagonista una sessantaseienne, S.K. le sue iniziali, che ha deciso di rendere pubblico quanto le è accaduto qualche giorno fa.



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Ma pare non sia un caso isolato. 
Sarebbero stati contattati anche altri cittadini, come emerge dal medico curante della diretta interessata. E con le stesse modalità. 

Racconta la signora: «Sono stata chiamata telefonicamente dalla questura di Trieste per un’indagine sul vaccino antinfluenzale».




“Il bipensiero implica la capacità di accogliere simultaneamente nella propria mente due opinioni tra loro contrastanti, accettandole entrambe.” 

George Orwell




Le iscrizioni negli asili non pagano il conto all’obbligo dei vaccini
Richieste per nidi e materne comunali addirittura in aumento Nessun effetto “fuga” dunque dopo le novità introdotte

Chi era dall’altra parte della cornetta, un’agente di polizia, ha chiesto «di presentarmi addirittura alla Squadra mobile - prosegue la sessantaseienne - per comunicare il motivo del mio rifiuto a sottopormi alla predetta vaccinazione!!!






Si tratta dunque di un’inchiesta su chi non si è vaccinato? 



Possibile? In mancanza di conferma di appuntamento, che ho preso comunque per prendere tempo, l’addetta mi intimava di presentarmi», continua la donna. «Al mio rifiuto mi riferiva testualmente “altrimenti vengo io da lei”. 

Capirai - si è detta tra sé e sé la donna - la polizia non ha altri problemi che mandarmi una volante per informarsi sulla mia salute...».




Risultati immagini per vaccini vignetteIn seguito, un’ulteriore chiamata: «La questura mi ha ritelefonato successivamente chiarendo che c’è un’indagine in corso e che da me volevano sapere se sono stata vaccinata o no». La sessantenne ha deciso di rivolgersi al proprio avvocato di fiducia. 

In effetti perché la polizia dovrebbe interessarsi della sua vaccinazione o del suo stato di salute? «Preciso che durante la prima richiesta telefonica della questura - prosegue S.K. - mi è stato detto testualmente che non serve l’assistenza dell’avvocato». L’appuntamento è comunque fissato per i prossimi giorni.


La questura, infatti, conferma: «La signora effettivamente è stata contattata, stiamo facendo degli accertamenti - fa sapere un funzionario della polizia - sui quali però non si può dire nulla perché le informazioni sono sottoposte al vincolo del segreto procedimentale. Siamo a un livello di indagine preliminare». 


Non filtra nulla pure dalla Procura. Un giallo.




Fontehttp://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/04/13/news/trieste-non-si-vaccina-convocata-dalla-polizia-1.15190407

mercoledì 12 aprile 2017

Dopo lo sterminio la beffa: La mappa delle Nazioni Indiane cancellate dai libri di storia!

Why Isn’t This Map in the History Books?


Perché non troviamo questa mappa nei libri di storia?



Entro i dieci anni di età, alla maggior parte dei bambini negli Stati Uniti vengono insegnati tutti i 50 stati che compongono il paese. Ma secoli fa, quella terra che ora chiamano "Stati Uniti" era un luogo molto diverso. Più di 20 milioni nativi americani dispersi in oltre 1.000 tribù diverse popolavano il territorio incontaminato. 





Oggi i figli sopravvissuti di quei nativi americani rappresentano solo l'1,5%della popolazione!!!




e gran parte della loro storia è andata volutamente perduta, o meglio censurata, grazie all'indottrinamento scolastico che ha evitato in tutti i modi di citare massacri e stermini ad opera dei bianchi colonizzatori. 

A partire dal gennaio 2016, sono state legalmente riconosciute ben 566 tribù di nativi americani negli Stati Uniti, secondo quanto stabilito dal Bureau of Indian Affairs.

Prima del contatto europeo, c'erano oltre 1.000 tribù, gruppi o clan, ma purtroppo, alcuni di loro sono stati completamente estinti a seguito di epidemie di malattie (diffuse dall'uomo bianco come strategia di guerra, vedi il vaiolo diffuso infettando le coperte... )





SI STIMA CHE TRA L'80 ED IL 95% DELLA POPOLAZIONE INDIANA D'AMERICA SIA DECEDUTA NEL TEMPO CHE VA DAL 1492 AL 1550 A CAUSA DELLE SCONOSCIUTE MALATTIE EUROPEE.


Pochi lo sanno, ma gli Indiani anche se all'apparenza sembravano più sporchi e trascurati di noi europei per via del loro modo di vivere, in realtà essi non conobbero malattie mortali di massa come il morbillo, il vaiolo, la lebbra ecc prima del nostro arrivo sul Continente.

Le tribù della nazione indiana.Oggi, non c'è una sola mappa storica precisa che rifletta la posizione della tribù dei nativi americani del Nord America in un unico periodo di tempo.


Dal 16 al 19 ° secolo, la popolazione di nativi americani nettamente sceso da circa 20 milioni, a un minimo di 250.000. 

Oggi, ci sono circa 2,9 milioni di nativi americani in Nord America.


I nativi americani non avevano bisogno di coltivare piante commestibili in quanto preferivano raccoglierle spontanee e secondo stagione e gli animali erano abbondanti sia nella terra che nel mare. 





MENZOGNE SCOLASTICHE:

Attraverso la propaganda di regime attuata dalla matrice hollywoodiana che ci dipinse i colonizzatori bianchi come gli "eroi" del West e gli Indiani selvaggi, ma soprattutto tramite i libri scolastici di storia, lo sterminio attuato dai coloni europei, non solo venne censurato, ma pure mistificato ad hoc.

A scuola, infatti, ci viene ancor oggi insegnato che l'America è stata "scoperta", come se prima dell'arrivo di noi europei questa terra ed i suoi abitanti non esistessero...nascondendo allo stesso tempo il fatto che la preziosa ed incontaminata terra americana venne invasa e colonizzata con l'uso della forza e della violenza e della Bibbia per distruggere le radici spirituali native.



Fontehttp://www.vanillamagazine.it/perche-la-mappa-delle-tribu-dei-nativi-americani-non-si-trova-sui-libri-di-storia/



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lunedì 10 aprile 2017

Gino Strada: "le guerre sono state sempre decise dai ricchi e dai potenti che hanno mandato a morire i figli dei poveri"


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Gino Strada: "le guerre sono state sempre decise dai ricchi e dai potenti che hanno mandato a morire i figli dei poveri"


"La guerra e' lo strumento più crudele e più stupido che si possa immaginare e non funziona nemmeno". Lo dice Gino Strada, fondatore di Emergency, ospite di 'In mezz'ora' su Raitre.


"Se si va a guardare indietro nella storia - prosegue - le guerre sono state sempre decise dai ricchi e dai potenti che hanno mandato a morire i figli dei poveri.

Non ci sono popoli che vogliono la guerra", altrimenti "i governi non dovrebbero raccontare palle per mandare la gente in guerra".
"La guerra è uno strumento crudele e stupido, è disumana. Dobbiamo togliercela dalle palle"

Ora c'e' stato un salto di qualità... "E' un refrain che sentiamo sempre. Ogni volta c'e' stato un salto di qualità. Ma quello che sta succedendo e' o non e' legato anche alla politica di guerra? Alla scelta della guerra? E' questa scelta che crea i disastri.





E' possibile che non riusciamo a pensare un mondo senza guerra?




Siamo l'unica specie che si fa la guerra. La guerra distrugge pezzi di umanità, e' contro l'uomo, e' disumana. Dobbiamo toglierci la guerra dalle palle, come si suol dire", conclude il fondatore di Emergency.


"In 15 anni di guerra solo danni. Basta balle, si sono inventati pure la provetta di piscio" riferendosi alla famosa provetta di antrace usata per dichiarare guerra a Saddam. 

"La guerra non solo è uno strumento stupido e crudele, non funziona neanche". A dirlo è Gino Strada, fondatore di Emergency, nel corso di un'intervista a In Mezz'Ora, su Raitre, per criticare gli ultimi 15 anni di gestione delle crisi internazionali. 

"Questa guerra è incominciata poco dopo l'11 settembre.
 È stato detto, a noi cittadini, che era cominciata la guerra al terrorismo e sarebbe durata 50 anni. Bene, 15 sono già passati. 
E con quali risultati?".

Strada evidenzia che "si sono distrutte intere nazioni, scardinata la struttura sociale, non solo politica. E l'Isis nasce proprio da lì. Davvero un grande successo ... e nessuno dice niente. Serve la guerra o ha prodotto ulteriore guerra, ulteriore terrorismo? Ce li ricordiamo i talebani? Nessuno se li ricorda più, ma controllano oggi molto più di quello che controllavano prima dell'ingresso in guerra in Afghanistan",,.

Il fondatore di Emergency non accetta di parlare di errori del passato, "non ci sto a liquidare 15 anni di storia così. Prima bisogna ammettere gli errori del passato. Quante balle sono state raccontate ai cittadini del mondo - prosegue Strada - 

Mi sono visto sventolare perfino una provetta con piscio di laboratorio per giustificare una guerra. 
E oggi ammettono di aver detto bugie, perfino Tony Blair".

Gino Strada non riesce a trattenere l'emozione, poche parole per ricordare Valeria Solesin, per anni volontaria di Emergency e unica vittima italiana delle stragi di Parigi. "Siamo addolorati. Purtroppo, è un'altra vittima del terrorismo. Non mi sento di dire di più per rispetto del dolore della famiglia".


Fonte; http://siamolagente2016.blogspot.it/2017/04/gino-strada-le-guerre-sono-state-sempre.html

venerdì 7 aprile 2017

Ognuno ha il guru che si merita ! Guida a come distinguerli

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di Paolo Franceschetti:



Questo scritto prende le mosse da un recente articolo che ho trovato su internet e che mi ha definito "falso profeta", poi accostandomi a "guru" come Rael. 

Al di là dei deliri che l'articolo conteneva e delle cose inesatte nonché della erronea interpretazione di alcune frasi che ho scritto, che venivano estrapolate dal contesto per assumere un significato del tutto opposto alle mie intenzioni, tale articolo mi è servito per interrogarmi sul concetto di "falso guru" "vero guru" vero profeta e falso profeta. 

Guru significa in sanscrito "colui che disperde l'oscurità". 
In generale viene tradotto come "maestro" o "insegnante". Nella cultura orientale la figura del guru non solo non è vista in modo negativo, ma è apprezzata e ricercata. Da noi invece il termine assume una connotazione negativa. Vedremo dopo il perché. Iniziamo col dire che non c'è niente di male nell'avere un guru. 

Il guru è semplicemente una persona più saggia di noi, più esperta, che insegna qualcosa. Siccome nessuno di noi nasce consapevole saggio e onnisciente, abbiamo tutti bisogno di uno o più guru che in genere sono i nostri genitori, alcuni insegnanti, e maestri di arti o discipline. 





Il guru poi rispecchia 
il grado evolutivo del discepolo. 




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Alcuni scelgono come guru Totò Riina, perché lo richiede il loro ambiente culturale, la loro formazione. 

Altri, che mirano solo successo materiale e ai soldi, possono scegliere come guru Fabio Briatore (eccezionale documento in tal senso è il programma The apprenctice su Cielo TV dove alcuni ragazzi sgomitano e fanno a gara per diventare boss della finanza, avendo come guida "spirituale" Briatore). 


Insomma, in questo campo vale il detto "ognuno ha il guru che si merita". 


In realtà tutti hanno, che lo ammettiamo o no, dei guru. 
Da piccoli poteva essere il leader del "gruppo del muretto"; da grandi forse ci siamo scelti un professore universitario, un insegnante di arti marziali, il leader politico del partito cui abbiamo aderito ma può essere anche un cantante un artista uno scrittore. 

Il guru perfetto, il vero guru distinto dal falso guru, dovrebbe essere una persona illuminata, perfettamente equilibrata, saggia, che abbia sempre la parola giusta al posto giusto. 


Immagine correlataSoprattutto, dovrebbe essere una persona che ha le risposte alle principali domande della vita: perché viviamo, perché moriamo, come poter essere felici in questa vita, come trovare il proprio scopo nella vita, come affrontare le principali sfide della vita. 

Il guru dovrebbe poi essere una persona che mette gli allievi nella condizione di trovare da soli le risposte ai quesiti, e che li pone in condizione, un giorno, di poter "superare il maestro". In questo senso oltre a Gesù cristo possono essere considerati "veri" guru molti personaggi vicini alla perfezione Yogananda, Osho, Ivanov, Steiner, Maharishi, Krisnamurti, San Francesco. 

Ma se questi possono essere considerati veri guru per la perfezione del loro pensiero, il concetto di "falso guru" è sbagliato in partenza, nel senso che ciascuno può essere un guru in determinato settore, o per alcuni aspetti. Esistono infatti personaggi meno importanti nella storia dell'umanità, ma che comunque possono essere considerate delle buone guide per risolvere uno o più problemi. 

Penso a Louise Hay, Gregg Braden, ma anche a "guru" americani come Joe Vitale o Van Dyer. Esistono poi guru nei vari settori del sapere, dalla medicina al diritto, allo sport. Se queste premesse sono giuste, allora mi sono domandato perché nella nostra cultura occidentale il concetto di guru è visto in modo negativo e il termine viene utilizzato in modo spregiativo. 


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Mi sono inoltre domandato come mai le persone che perdono tanto tempo a individuare e denunciare i falsi guru, non impiegano almeno un tempo uguale per indicare quali, a loro dire, sarebbero veri guru. Le risposte vanno ricercate nell'arroganza della cultura occidentale, che pretende di dare sempre una spiegazioni scientifica a tutto, che ha imposto le democrazia a colpi di cannone ovunque nel mondo, e ha preteso di distruggere intere civiltà (i nativi americani sia al nord che in Sudamerica, gli indigeni dell'Amazzonia, intere tribù africane) solo perché queste non erano abbastanza "civilizzate", e che così facendo ha distrutto ogni aspetto spirituale nella società. 


Questa società produce una massa di persone che non cercano risposte perché non sanno neanche che esistono delle domande; che procedono meccanicamente come robot; che sono convinte di essere informate perché leggono un quotidiano e guardano i TG; e che non sentono di aver bisogno di guide perché non si rendono neanche conto del disagio che hanno nel vivere. 

Nelle cultura orientale tradizionale, specialmente indiana, era posta molta attenzione alla formazione spirituale delle singole persone; per fare questo si invogliavano quindi già i giovani a cercarsi un maestro spirituale che potesse dare i primi insegnamenti. 


Risultati immagini per YoganandaIn generale, tutti i più grandi personaggi dell'oriente, da Yogananda a Ramana Maharishi, considerati dei guru, avevano a loro volta dei guru, i quali avevano a loro volta altri guru. Yogananda ad esempio era allievo di Sri Yuktesvar, il quale a sua volta aveva avuto come guida Lahiri Mahasaya. Krishnamurti, prima di diventare un maestro spirituale, aveva avuto a sua volta dei maestri. 

Rivalutare il concetto di guru, invogliare i giovani a cercare un guru, spiegando i criteri con cui si può selezionare un buon maestro da uno falso, significa molto semplicemente ammettere la propria ignoranza, e andare alla ricerca di risposte che non siamo in grado di fornirci da soli, ascoltando chi certe risposte le ha. 

Non è impossibile arrivare da soli all'illuminazione (pare che lo stesso Buddha ci sia riuscito da solo) ma certamente si fa più fatica e ci si impiega più tempo. Così come non è impossibile studiare da soli una materia qualsiasi, ma certamente con un buon insegnante si risparmia tempo e si ottimizza lo studio (lo so bene io che, ad esempio cerco di studiare da solo l'astrologia ed infatti non ne cavo un ragno dal buco e che ho impiegato anni per capire i concetti base dell'esoterismo, in mancanza di validi insegnanti). 





Ammettere la propria ignoranza è il primo passo per acquisire maggiore consapevolezza e crescere sempre in conoscenza. 




Il proprio percorso di crescita personale, quale che esso sia, si arresta quando si pensa di aver capito tutto e si giunge a quell'atteggiamento tipico di molte persone, che ritengono di non avere più niente da imparare. 

Andare alla ricerca di un guru significa quindi, molto semplicemente, ammettere di non essere perfetti e di dover imparare ancora qualcosa. Il guru trovato poi rispecchierà necessariamente il nostro livello di conoscenza e coscienza. 

Il guru cioè, è lo specchio di noi stessi e riflette quello che noi siamo e vogliamo diventare. Tutto ciò permette di capire il motivo per cui in occidente il concetto di guru è visto negativamente. 

Il motivo è, in soldoni, il controllo della popolazione. 
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La società occidentale è volutamente priva di punti di riferimento spirituali. Si inculca nelle persone l'arroganza del potere, dei soldi e del successo, con il risultato che i personaggi che fungono da punti di riferimento per i giovani sono figure completamente prive di spiritualità e idonee, col tempo, a creare disagi, depressioni, sensi di vuoto e infelicità. 

L'obiettivo non dichiarato, ma fondamentale, è quello di creare una massa di persone infelici, e come tali manipolabili; perché solo la persona felice non è manipolabile dal sistema, non accetta di partecipare a guerre stupide, non accetta di essere corrotto, non accetta di uccidere qualcuno senza motivo. 


Risultati immagini per Umberto BossiInoltre creando una massa di persone stupide con un bassissimo livello di coscienza e consapevolezza, è facilissimo manipolare elezioni, informazioni, consumi, ecc., perché la maggior parte delle persone non è in grado di riconoscere il bassissimo livello di coscienza e spiritualità di politici, amministratori, professionisti, e non sa distinguere il livello di saggezza di Umberto Bossi o Mario Monti da quello di un Dalai Lama. 


Da qui la guerra alle "sette" che plagiano il cervello e ai "falsi guru", senza che ovviamente venga mai offerta un'alternativa valida e dimenticando che se per "setta manipolativa" si intende una comunità che impone comportamenti sbagliati, facendo un lavaggio del cervello agli adepti e cercando di impedire il libero pensiero e la crescita personale, allora la setta più pericolosa è costituita proprio dalla società in cui viviamo. 

A quanti mi indicano tra i falsi guru, posso rassicurarli una volta per tutte. Il mio livello di consapevolezza e conoscenza è pari a quello di molti miei lettori che hanno meno della metà dei miei anni. Personalmente, ho raggiunto agli attuali 48 di vita un livello di conoscenza e consapevolezza che ritrovo in alcuni giovani da poco maggiorenni, per il semplice fatto che non essendo mai riuscito a trovare una guida spirituale veramente completa, ma essendomi sempre imbattuto in personaggi mediocri che potevano al massimo fornirmi qualche indicazioni generica, ed essendo cresciuto in un periodo in cui internet non esisteva, ho da solo, con fatica, acquisito una conoscenza che molti giovanissimi hanno invece potuto conseguire in poco tempo grazie a letture disparate. 


Io posso essere un guru su alcune cose, principalmente per chi muove i primi passi nel mondo dei cosiddetti poteri occulti, ma ho bisogno a mia volta di riferimenti più saggi e competenti di me in molti settori. D'altronde, quando mi demoralizzo, pensando al tempo perso nella mia vita e rimpiango di non aver incontrato le persone giuste prima, mi consolo guardando i guru della televisione, con un livello di consapevolezza e conoscenza di poco superiore ad un ameba. 


Dato che oggi i guru più in voga sono alcuni leader politici, alcuni presentatori televisivi, nonché alcuni imprenditori, sportivi e giornalisti, non c'è da meravigliarsi se la massa delle persone sono a un livello di consapevolezza più vicino a quello di un minerale che di un essere umano... 

E il paradosso dell'ignoranza è che la maggior parte delle persone è talmente inconsapevole della propria ignoranza che spesso mi ritrovo persone che, pur sapendo che sono il legale di alcuni ragazzi coinvolti nel processo delle bestie di Satana mi danno dei consigli: "a mio parere i ragazzi sono colpevoli". 

Ah si, domando, e da cosa lo deduci? 
"ho visto alcune trasmissioni.... Hanno certo occhi". 


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Insomma, la tv come parametro per valutare il bene e il male, il giusto e lo sbagliato. Io ho come modelli di riferimento Yogananda, Osho, Aivanhov, Steiner, e come ho detto spesso, trovo punti di riferimenti viventi più colti e saggi di me in Carpeoro, Cammerinesi, Carotenuto, Padre Rolando e altri ancora; devo ancora capire molte cose, e penso che arriverò a ottanta anni – se mai ci arriverò - senza aver avuto il tempo di capire tutte le cose importanti da capire. 

E a quelli che pensano di aver capito tutto perché leggono L'espresso e Panorama, o perché hanno visto qualche trasmissione in TV, mi verrebbe da dire: per favore, ditemi come fare a capire tutto, perché io, attualmente, ancora mi sento spesso come uno che non ha capito niente.



Fonte: http://www.risvegliocomune.com/home/paolo-franceschetti/veri-guru-falsi-guru-di-paolo-franceschetti

giovedì 6 aprile 2017

Sciamano eschimese: "La generazione dei vostri genitori vi lascia un mondo buio, spetta a voi cambiarlo"

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Ecco il resoconto della conferenza-cerimonia dello sciamano eschimese Angaangaq Angakkorsuaq, che ha visitato Roma in un percorso che ha coinvolto i ragazzi delle scuole, i movimenti ambientalisti e la società civile. 

Diego Galli, uno degli organizzatori, riporta e commenta i contenuti e gli spunti principali del messaggio di Angaangaq alle generazioni future.


"Il cambiamento climatico ha un significato spirituale. 
Viviamo in un mondo interconnesso. È un sistema vivente. 
Quello che avviene in una parte ha delle conseguenze sulle altre.
 Il ghiaccio si sta sciogliendo in Groenlandia per il modo in cui viviamo a Roma. Saper parlare al cuore dei ragazzi e rompere il muro di indifferenza, risolini, conformismo.


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Perché tu non riesci a prestare attenzione per più di 5 minuti (concetto ripetuto più volte ai ragazzi che parlavano tra di loro, guardavano il cellulare o pensavano ad altro mentre parlava) il ghiaccio si sta sciogliendo, è possibile che alcune città spariscano nel corso della nostra vita, che persone siano costrette a migrare in massa per sopravvivere.

Roma è molto sporca. 
Siccome tu non raccogli le bottiglie di plastica che altri buttano per terra si sta creando un nuovo continente di plastica nell’oceano. Perché tu non riesci a pensare per conto tuo, ascoltando il tuo cuore. Perché ti preoccupi di quello che pensano gli altri.

La generazione dei vostri genitori vi lascia un mondo buio, inquinato, dove le persone sono isolate e indifferenti le une alle altre. Se non presti attenzione, se non sei capace a prestare attenzione, ripeterai gli stessi errori dei tuoi genitori. 





Volete essere uguali ai vostri genitori? 

Fare le stesse cose che hanno fatto loro? 

Alzi la mano chi non vuole essere come i propri genitori!




Volete essere la luce nel buio dell’Italia? 

Alzi la mano chi vuole essere la luce. 
Fa alzare la mano più volte dopo domande così. 

Poi celebra l’affermazione di volontà con un “ahò!”. 

In questo modo i discorsi non restano parole. 
Spingono a assumersi responsabilità 


Risultati immagini per Angaangaq AngakkorsuaqA celebrare un cambiamento del gruppo. L’aho! eschimese ha una similarità con l’ahò romanaccio. I ragazzi rispondevano a loro modo. Soprattutto una volta andati via continuavano a cantare il canto sciamanico. 


Alcune trasformazioni sono ormai irreversibili. 
Come facciamo a farvi fronte? Come si può adattare l’uomo? 
Come può sopravvivere al cambiamento climatico? Solo insieme, ristabilendo la connessione tra di noi che si è persa, “sciogliendo il ghiaccio nel nostro cuore”. 

Come facciamo a sapere che il ghiaccio nel cuore degli uomini si sta ispessendo? Perché non ci abbracciamo più, non ci auguriamo più buongiorno, non chiediamo più agli altri come stanno, le famiglie sono sempre più distanti al loro interno.




Se abbracci un’altra persona cambia la tua energia. 

Si crea una connessione. 



La forza del cerchio. Il cerchio non ha inizio e non ha fine... 
Nel cerchio non vedi mai le spalle delle persone. Non puoi parlare alle spalle. Vedi solo la parte più bella degli altri.

Per lasciare spazio al nuovo bisogno bruciare il vecchio. Lasciar andare il passato. E invitare il nuovo ad entrare dentro di noi. Questo è il significato della Cerimonia della Primavera. Bruciare qualcosa di vecchio nel fuoco. Piantare nella cenere un seme.



Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/04/giovani-cambierete-mondo-o-sarete-egoisti-incoscienti/


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mercoledì 5 aprile 2017

L'Antica arte Divinatoria della Rabdomanzia e come praticarla

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La rabdomanzia (o radiestesia, per usare un termine più moderno) è una pratica che mi ha sempre affascinato, e già da un po' di tempo avevo voglia di parlarne nel Vecchio Focolare


In genere la parola "rabdomanzia" evoca l'immagine del cercatore di acqua, metalli, oggetti nascosti e tesori per mezzo di una particolare verga a forma di Y

In realtà, però, questa tecnica è sempre stata praticata da moltissime popolazioni con gli strumenti più disparati, e con finalità divinatorie: determinare il volere degli Dei, predire il futuro, persino stabilire la colpevolezza dei condannati nei processi o determinare le cause di malattie sconosciute.





Con questo sistema è stata trovata l'acqua nel deserto e sono stati individuati giacimenti di petrolio, oro e altri metalli preziosi, la rabdomanzia funziona, ma comprendiamo bene perché. La rabdomanzia è applicata soprattutto in campo minerario, i rabdomanti sono molto ricercati e ben pagati, specie quando ottengono risultati positivi. 

Al famoso Uri Geller, per esempio, sono bastati pochi anni di lavoro con le compagnie petrolifere per diventare ricco.



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La rabdomanzia fu considerata per lunghissimo tempo come opera diabolica, ma alla fine del XYII secolo L. de Vallemont incominciò ad occuparsi dei primi studi moderni su questa pratica con la sua opera "La physique occulte ou Traité de la baguette divinatoire" (1693). 

Oggi, per indicare tutti i fenomeni compresi nel termine "rabdomanzia", si usa preferibilmente il nome "radiestesia" (sensibilità a radiazioni), nato probabilmente dai primi tentativi di spiegare scientificamente questo fenomeno con la tesi che dagli oggetti nascosti (acqua e metalli) partissero speciali radiazioni che i rabdomanti riuscivano a captare. 

Secondo il testo "La radiestesia" di R.P.J. Jurion, che ho trovato molto interessante, questa tesi è ormai superata. Jurion sostiene che la radiestesia sia in realtà un mezzo di conoscenza universale basato sull'intuito del praticante, una teoria simile a quella che espongo più avanti in questo post. 





 In Gran Bretagna, persino aziende per la fornitura dell'acqua ammettono di essersi rivolti ai rabdomanti.




Attualmente molti respingono come scientificamente infondate le tesi dei radioestesisti, altri ammettono che entro certi limiti la radioestesia abbia un fondamento. Io parlerò di rabdomanzia con un approccio empirico, ma soprattutto sciamanico. Vediamo come funziona, a grandi linee, questa affascinante pratica divinatoria.



I principi della rabdomanzia:

Risultati immagini per rabdomanziaCome molte forme di divinazione, anche lo scopo principale della rabdomanzia è quello di comunicare con la propria consapevolezza superiore e con l'inconscio collettivo. 

In questo caso la risposta perviene attraverso i movimenti più impercettibili del corpo (che in una visione olistica è un tutt'uno con l'anima), movimenti che vengono poi trasmessi a uno strumento.

Gli strumenti della rabdomanzia più conosciuti sono il pendolo e la classica bacchetta a Y. Nelle tradizioni di tutto il mondo, però, possiamo trovare anche rabdomanti che utilizzano gusci di tartaruga (in Nigeria), fili avvolti su bastoncini (presso i Kasha, Nord America), aghi galleggianti (presso i Cherokee), tavolette di legno (in Sudan), chiavi infilate nelle bibbie (nelle campagne italiane) e lo stesso corpo umano (in Himalaya).





Che cos'hanno in comune 
tutti questi strumenti? 




Analizziamo brevemente i più conosciuti: 
il pendolo e la bacchetta.

Il pendolo è costituito da un filo (di qualsiasi materiale) alla cui estremità inferiore è fissato un peso (vedi La Rabdomanzia. Parte II: il Pendolo).



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La  bacchetta a Y  è costituita da un ramo biforcuto o da due verghe di legno piuttosto flessibile (come quello di nocciolo), di cui due estremità vengono legate fra di loro, mentre le altre due vengono sorrette (non impugnate) nelle mani del rabdomante, in modo che la Y resti puntata in avanti in un equilibrio precario.

E' proprio questo il denominatore comune agli strumenti dei rabdomanti: l'equilibrio precario

Il rompersi improvviso di questo equilibrio costituirà la risposta. Il rabdomante pone il quesito: quando il pendolo incomincerà a oscillare o la bacchetta sembrerà essere strattonata improvvisamente verso il basso, in quel momento si avrà la risposta.

Se la divinazione viene praticata in modo corretto, la rottura dell'equilibrio è provocata da un movimento impercettibile del rabdomante, impercettibile a lui stesso. 

La sua mente, durante l'atto, dev'essere completamente libera, così che la sua consapevolezza interiore possa percepire la risposta dall'Universo e comunicarla al corpo. 





"Non è possibile che la rabdomanzia funzioni se chi la pratica non si concentra mentalmente sull'oggetto della sua ricerca."




Il corpo, attraverso lievissimi movimenti dei muscoli, comunica il movimento al pendolo (o alla bacchetta, alla tavoletta di legno, al guscio di tartaruga, ecc...), e l'equilibrio precario si rompe.


Risultati immagini per rabdomanziaNella rabdomanzia, la risposta in genere è basata su un sistema binario: è un o un no, o comunque una sola fra due possibili scelte. Il quesito che si dovrà porre durante l'atto di divinazione dovrà dunque essere una "domanda chiusa". 

Se il problema è più complesso, si dovrà scomporlo in più elementi, in modo da andare ad esclusione ed arrivare ancora una volta a poter porre una domanda chiusa (quando parlerò del pendolo spiegherò più dettagliatamente questo concetto). I principi della rabdomanzia si basano quindi sulla capacità del nostro corpo di percepire la risposta corretta a una domanda, e sulla fragilità dell'equilibrio dello strumento che si utilizza.




Esperimenti con la bacchetta:

Anni fa, un po' per gioco un po' sul serio, io e degli amici ci eravamo divertiti a costruire delle bacchette da rabdomanti con rami di nocciolo, dopo che il giardiniere del Parco Marazza di Borgomanero aveva appena finito con la potatura. 



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Ci eravamo prefissati di trovare delle sorgenti sotterranee, e le nostre bacchette si abbassavano sempre nelle vicinanze della fontanella (ma guarda che caso!). Ovviamente quella non era vera rabdomanzia, perchè mentre lo facevamo ci prendevamo in giro a vicenda, e, per quanto mi riguarda, sicuramente non avevo preparato la mente in modo adeguato a liberarla da ogni pensiero, condizionamento o desiderio che fosse di trovare l'acqua. 

Però in quell'occasione capii come dovevano essere tenute le bacchette, e alla fin fine vi posso confessare che qualcuno dei tentativi di quel giorno fu fatto con serietà: quando tutti gli altri persero l'interesse per quella mattana, io incominciai a gironzolare per conto mio, silenziosa e un po' più concentrata con le mie belle bacchette di nocciolo, cercando di influire il meno possibile sul loro movimento, e trovai diversi punti dove queste si piegavano improvvisamente verso il basso. 

Non verificai mai se in quelle zone si trovasse effettivamente dell'acqua sotterranea, ma questa fu un'altra utile lezione: quando ci si allena in una pratica come la rabdomanzia, è sempre bene avere la possibilità di verificare se la risposta che si è trovata corrisponde al vero.


Risultati immagini per rabdomanziaIn seguito provai ancora, per conto mio, ad applicarmi più seriamente. Una volta la rabdomanzia mi è stata utile per ritrovare un paio di occhiali da sole che avevo perso durante una passeggiata coi cani, in un campo erboso vastissimo vicino al fiume Sesia. L'erba era molto alta, e cercarli a occhio nudo sarebbe stata una vera impresa. Ma ero certa di averli persi lì, in mezzo a tutto quel verde. Mi dovetti munire di molta pazienza, perchè lavorando con le bacchette bisogna dividere mentalmente il campo in vare sezioni, e passarle in rassegna tutte quante.  Ma ritrovai gli occhiali molto prima di quanto mi aspettassi: all'improvviso la bacchetta puntò verso terra, e fui davvero entusiasta quando mi ritrovai davanti i miei begli occhiali da 5 euro!

Gli esperimenti che vi propongo fra poco li ho provati in diverse occasioni durante le passeggiate che faccio coi miei cani, e anche se non sempre mi sono riusciti devo dire che la percentuale di successo è stata considerevole... e poi mi ci sono divertita!



Costruire e reggere una bacchetta a Y:

Gli usi della bacchetta sono forse più limitati di quelli del pendolo, perchè come strumento è meno adatta a cercare risposte di tipo metafisico, o a fare indagini su una cartina topografica. Però è uno strumento divertente, perchè con essa possiamo tranquillamente agire all'aperto, e allenarci a cercare acqua, metalli, oggetti smarriti e sentieri.

Cercate due rami di nocciolo abbastanza sottili, lunghi all'incirca 3 spanne. Usando uno spago legatene insieme due estremità, molto saldamente. Tenete in ciascuna mano le altre due estremità dei rami, e allargateli in modo da formare una Y (come nel disegno di destra). Ora tenete le mani con i palmi verso l'alto, e sorreggete le due estremità, piegando le dita perchè non vi sfuggano di mano, ma in modo tale da lasciar libera la vostra bacchetta di oscillare in seguito a qualsiasi sollecitazione. La Y deve puntare davanti a voi.



La ricerca:

Ora potrete sbizzarrirvi a cercare delle cose intorno a voi. Per esempio, durante una passeggiata potreste mettervi in cerca di un fiore o di un' erba particolare che non balza subito all'occhio, o di una zona dove questa cresce di preferenza. Nel periodo di settembre-ottobre potreste provare a sperimentare la rabdomanzia nel campo della ricerca dei funghi. Potreste cercare anche un sentiero o una strada sterrata che conduce a una certa frazione che si trova nei dintorni. I risultati di questi due tipi di indagini sono facilmente verificabili. Un po' meno la ricerca dei percorsi abituali di certi animali selvatici, anche se sarebbe interessante localizzare le tane e i nidi dellle specie che vivono nella vostra zona.  





Concentratevi mentalmente sulla questione. 



Visualizzate l'erba o il fungo da trovare, l'animale di cui vi interessa seguire le tracce (ovviamente dev'essere una specie che vive nella vostra zona), o il segnale stradale con la scritta del paese o della frazione che volete raggiungere.  

Prima di incominciare la ricerca vera e propria, è importante che stabiliate consciamente una convenzione: per esempio, che appena raggiungerete la direzione giusta per la vostra ricerca la bacchetta incomincerà a oscillare, e che quando arriverete a trovare l'"oggetto" prefissato la  bacchetta punterà decisamente verso il basso. 

Questo non interferirà con la veridicità della ricerca: si tratta semplicemente di stabilire un codice d'intesa con il proprio corpo. E' un po' come dirgli: "Quando troverai la strada giusta, dammi questo segnale, e io capirò".

Ora potete incominciare a camminare verso le varie direzioni, con la punta della vostra bacchetta in avanti. Osservate il suo comportamento.  Questo è il momento di agire con la mente libera dai condizionamenti e dalle aspettative. Fatevi da parte, e lasciate fare al vostro corpo. Ci vorrà un po' di pazienza. 

Osservate semplicemente la bacchetta, seguite le sue oscillazioni man mano che diventano più decise. 

Appena raggiungerete l'erba, la frazione o l'albero su cui si trova il nido dell'uccello (per esempio) che vi eravate prefissati di trovare, la bacchetta potrebbe anche strattonare improvvisamente all'ingiù. Tutto dipende dalla vostra sensibilità, dall'allenamento, e dalla capacità che dimostrete di non farvi condizionare dalla volontà cosciente. 


Risultati immagini per rabdomanziaUn esercizio più semplice potrebbe essere quello di individuare i quattro punti cardinali. Stabilite di individuarne uno solo, per esempio il Sud. Girate su voi stessi con la vostra bacchetta fra le mani. Dovrete girare molto molto lentamente. Se non vi riesce al primo tentativo provate di nuovo. Quando vi troverete rivolti a Sud, la bacchetta dovrebbe abbassarsi. Questo esercizio mi è riuscito abbastanza spesso. Ovviamente vi conviene portare con voi una bussola per verificare la correttezza del risultato.


Una semplice tecnica per liberare la mente prima di cominciare: "La Fontana"

Mi sono ispirata a una tecnica proposta nel libro "Segni e presagi" di Sarvananda Bluestone, proprio nel capitolo che parla di pendoli e rabdomanzia. L'ho semplificato di molto, perchè quando si è in giro per boschi è molto più semplice liberare la mente e mettersi in sintonia con l'ambiente vivo che ci circonda, anche senza esercizi elaborati, e perchè penso che dal punto di vista psichico la pratica con le bacchette sia un po' meno difficoltosa di quella con il pendolo.

1)In piedi ed eretti, con le gambe leggermente divaricate e i piedi ben piantati al suolo, chiudete gli occhi.

2)Fate dieci respiri profondi, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca.

3)Concentratevi sulla sommità della vostra testa. Cercate di far scorrere tutte le vostre energie verso quel punto, e lasciatele uscire verso l'alto come una fontana. Pensieri di qualsiasi tipo, desideri, immagini: buttate fuori tutto dalla vostra testa.

4)Rimanete per un paio di minuti concentrati sull'immagine della fontana. Ora siete pronti per cominciare a sperimentare con la vostra bacchetta.

Questo breve esercizio, per quanto semplice, non è da trascurare, perchè sia con la bacchetta, e ancora di più con il pendolo, vi accorgerete di quanto è facile influenzare i risultati secondo le nostre aspettative. Invece, mai come nella rabdomanzia, il nostro intelletto deve farsi da parte e accontentarsi del ruolo di osservatore. Ancora una volta, è il nostro Sè che deve comunicare con il resto dell'Universo, cogliere i suoi segnali e trasmetterli al corpo, che a sua volta trasmetterà i suoi movimenti impercettibili allo strumento che abbiamo costruito perchè questi possa parlarci in modo chiaro e inequivocabile. 


Fonte: http://ilvecchiofocolare.blogspot.it/2009/11/la-rabdomanzia-i-parte-la-bacchetta-del.html