sabato 10 dicembre 2016

Maria Sabina, la sciamana che curava le malattie con i funghi sacri

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Maria Sabina, la sciamana che curava 
le malattie con i funghi sacri



Maria Sabina è stata probabilmente la più famosa donna-guaritrice del mondo, vera erede di una tradizione medica millenaria, di cui non rimangono che pochissime tracce sbiadite, causa non solo del progresso e della civiltà bianca che nel tempo hanno spinto i Nativi ad allontanarsi dal cuore della Natura per vivere anche loro ammassati nelle città, ma anche a causa della religione cristiana prima e del proibizionismo oggi, che hanno agito in modo tale che l'arte di curare con le piante di potere, dai bianchi chiamate "droghe" fosse reso illegale.


Maria Sabina era una curandera messicana che viveva in una modesta abitazione della Sierra Mazateca, nata nel 1894 e morta nel 1985, cresciuta in una terra ancora impregnata di magia, di stregoni cattivi e di sciamani buoni, dove le forze della natura erano un tutt'uno con l'uomo.


Maria Sabina raccontava così agli stranieri accorsi in massa a conoscere la sua medicina: 


"Nel tentativo di guarire mia sorella malata, 
mangia dei funghi e in visione mi apparvero gli Esseri Principali seduti dietro la scrivania, dove era appoggiato 
un libro che cresceva smisuratamente.


E io leggendolo appresi il Linguaggio della Saggezza 
con la quale acquistati la capacità di guarire le malattie.


E' grazie ai funghi se ora sono in grado di diagnosticare e guarire le malattie e di allontanare le energie negative."




Maria Sabina non è mai andata a scuola, non sapeva scrivere, ma fin da bambina aveva assistito ai canti sciamanici del nonno, anch'egli uomo di grande saggezza.


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Nel 1955 un ricco banchiere di nome  R. Gordon Wasson, appassionato ricercatore di funghi, venne iniziato nel corso di una delle sue scorribande in giro per il mondo, al rito Mazateco di Maria Sabina. Quell'esperienza cambiò radicalmente e in un battibaleno tutta la sua vita, egli affermò di aver conosciuta la natura di Dio durante quel rito, di aver provato un estati mai provata prima mentre percepiva la sua anima galleggiare fuori dal corpo, mentre percepiva l'amore del cosmo avvolgerlo. Egli scrisse che i funghi portarono la sua anima lontano dai confini del mondo conosciuto, dove spazio-tempo non esistono, dove tutto è Uno.

Maria Sabina era in grado di guarire diversi tipi di malattie fisiche e nervose con le informazioni ricevute dai niños sagrados, di cui arrivava a prenderne fino a trenta paia durante la velada.

Maria Sabina in quell'occasione disse che quella per lei era la prima volta in cui qualcuno si rivolgeva ai funghi per trovare Dio e non per cercare la guarigione da una malattia.



LA SACRA MEDICINA:



Risultati immagini per maria sabinaI curanderos come lei, apparivano anche in grado di risolvere attraverso la chiaroveggenza i piccoli contrattempi della vita quotidiana, come furti e ricerca di persone scomparse. 


La velada di Maria Sabina consisteva in una cerimonia svolta di notte, implicante l'ingestione di funghi (Psilocybe mazatecorum) precedentemente benedetti e nell'accompagnamento canoro del viaje da parte della curandera. Maria Sabina spiegò che durante le sue "velade" i funghi mostravano lei le cause della malattia da trattare nei suoi pazienti e disse:


"Sono certa che la malattia è uscita dal corpo 
quando il paziente vomita, in quel momento lui sta vomitando
 il suo male, se il malato non vomita, vomito io per lui, il mio vomitare per loro è segno che la malattia viene espulsa. 
A volte però gli spiriti mi dicono che quella persona non poteva essere curata, in questo caso canto per loro e preparo 
la loro anima alla morte fisica."



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Il banchiere Wasson tornato a casa fece ingenuamente un sacco di pubblicità a Maria Sabina, descrisse i suoi riti, le guarigioni e il sacro potere dei funghi magici, questo scatenò in poco tempo un affluenza di massa di bianchi in Messico, tutti desiderosi di ottenere guarigioni miracolose o di trovare l'illuminazione.

Lo scopo principale degli stranieri era la ricerca di "Dio", ma Maria Sabina spiegò loro che lei faceva le sue "velade" solo per guarire, pur comprendendo i loro desideri. A causa quell'affluenza di massa i funghi sacri persero la loro purezza e parte del loro potere curativo.


"Siamo venuti per cercare Dio" dicevano. 



Mi rimaneva difficile spiegare loro che le veladas 
non si fanno per il solo desiderio di incontrare Dio, 
ma unicamente per lo scopo di curare le malattie (...) 

In seguito seppi che i giovani dai capelli lunghi 
non avevano bisogno di me per mangiare le "piccolo cose" (...) Quelli li mangiavano stando in qualsiasi luogo; 
per loro era la stessa cosa, li masticavano seduti 
all'ombra delle piantagioni di caffe, oppure su di un masso 
su qualche sentiero di montagna. 

Quei giovani, biondi e bruni, non hanno rispettato
 le nostre tradizioni. Mai che io ricordi i ninos santos 
sono stati mangiati con tanta mancanza di rispetto! 
Per me le veladas non sono un gioco. 
La persona che le fa semplicemente per sentire 
gli effetti puo diventare pazza". 

Daniele Reale

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Fonti web consultate: http://psiconautica.in/index.php/misticismo/1-culti-enteogenici/202-maria-sabina-e-i-funghi-messicani

http://www.singingtotheplants.com/2008/02/tragedy-of-maria-sabina/


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