venerdì 22 luglio 2016

La magistratura ordina la censura dei video di Nizza. Francesi in rivolta contro la censura !




I False Flag hanno le gambe corte?

Dopo le evidenti incongruenze ed anomalie, notate da centinaia di utenti nel web, riguardanti i fatti accaduti durante l'attentato terroristico di Nizza (dal camion che percorre oltre due km in totale libertà, senza essere fermato dalla polizia che da mesi presidia strettamente l'intera Francia a causa dell'allerta terrorismo, al camion di 12 metri di lunghezza che, ha detta dei media di regime, serviva a "porta gelati", all'identikid dell'assassino, sempre diffuso dai media, che in realtà appartiene ad un tunisino totalmente estraneo ai fatti e che si trova nel suo paese e non corrisponde assolutamente al "morto" ucciso dalle forze speciali...) ora è il turno della censura, quella delle immagini riprese dalle centinaia di telecamere di Nizza, che ora la magistratura francese esige dal Comune di Nizza che cancelli la totalità delle immagini riprese dalle tante videocamere durante e dopo l’attentato del 14 luglio.

Ne parla Le Figaro, che non manca di registrare l’assoluto sconcerto degli operatori del centro di videosorveglianza del Comune, sbalorditi da una proposta tanto irrituale. 


Eppure è così
se non vogliono avere guai penali, dovranno eliminare immediatamente tutto ciò che le 140 videocamere piazzate intorno al luogo del delitto hanno visto dalle ore 22:30 del 14 luglio alle ore 18:00 del giorno dopo...




La motivazione ufficiale per la distruzione delle prove è evitare diffusioni incontrollate di immagini che possano ledere la dignità delle vittime o che possano essere usate a fini propagandistici dai terroristi jihadisti.

Ma nel concreto accadrà un’altra cosa: in Francia è in vigore da quasi 20 mesi una legislazione da “Stato d’eccezione“, per cui le copie incomplete delle registrazioni saranno affidate a un sistema opaco, che agisce con totale irresponsabilità in nome di un’emergenza ormai permanente, senza i normali bilanciamenti e controlli dello Stato di Diritto.


I precedenti sono già preoccupanti: 

non abbiamo praticamente immagini della strage del Bataclan del 13 novembre 2015 e quindi non possiamo arrivare a giudicare nulla su cosa sia davvero accaduto allora.


In questo caso cosa si vuole nascondere?


Partiamo dall’ipotesi minima. Può darsi che si vogliano insabbiare delle responsabilità legate a una semplice negligenza, come quella gravissima che ha denunciato un’inchiesta del quotidiano Libération, che sbugiarda le dichiarazioni del primo ministro socialista Manuel Valls e del ministro dell’interno Bernard Cazeneuve. 


I due avevano dichiarato che i controlli erano stati accurati e che c’era un posto di blocco robusto, con veicoli che bloccavano l’accesso al Lungomare degli Inglesi, tanto che il camion in mano all’assassino stragista avrebbe forzato il blocco solo salendo sul marciapiede. Tutto falso, come ha dimostrato il quotidiano Libération quando ha usato le armi più pericolose di un’inchiesta: immagini e testimonianze. 

Lo ha ricordato Marcello Foa: 
Il governo francese ha mentito. Ha cercato, a posteriori, di aggiustare la realtà per coprire le proprie clamorose lacune”.


Ebbene, in questo aggiustamento a posteriori potrebbe rientrare anche la cancellazione delle immagini della strage.

Le motivazioni ufficiali francesi somigliano a quelle usate dagli americani per non far vedere il corpo di Osama Bin Laden dopo che venne rimosso dalla Storia nel 2011. Dissero che nessuno doveva vedere Osama morto per non far strumentalizzare le immagini dai terroristi jihadisti. Come no? Il presunto seppellimento in mare chiuse per sempre la questione. A quanto pare anche nel mare della Costa Azzurra si vuole seppellire tutto, per fidarci solo di chi detiene le chiavi dell’allarme.


E qui l’atteggiamento delle autorità francesi autorizza a non trascurare altre ipotesi, più maligne. Ipotesi che non cercano solo la negligenza, ma vanno a rintracciare eventuali profonde complicità con la mano stragista.

Se io fossi un magistrato abbastanza protetto dall’indipendenza della mia funzione, nell’indagare su un massacro terroristico cercherei di non essere precipitoso, non avrei tutta questa fretta di eliminare fotogrammi che potrebbero mostrarmi eventuali complici del “lupo solitario” in azione, e scoprire magari che i lupi sono tanti, e si accoppiano con i lupi che il mio Stato ha inviato – a centinaia – a destabilizzare mezzo Mediterraneo. Fuor di metafora, in Francia, dove la magistratura non è poi così tanto indipendente, un magistrato aveva messo ugualmente becco nell’oscura vicenda della strage parigina della rivista Charlie Hebdo. La sua inchiesta venne fermata d’imperio dal ministro dell’interno Cazeneuve, là dove emergevano i rapporti tra i terroristi e i servizi segreti francesi: segreto militare, e più non dimandare.

Perfino il presidente turco Erdoğan, mentre difende le sue misure draconiane appena agli esordi in Turchia durante un’intervista ad Al Jazeera, ha buon gioco a citare lo Stato d’emergenza francese come un’anomalia molto più sperimentata.

La domanda rimane: 
cosa si vuol nascondere a Nizza?


 AGGIORNAMENTO: Il quotidiano nizzardo Nice Matin riferisce che il Comune di Nizza intende rifiutarsi di cancellare le immagini. L’avvocato del Comune, Philippe Blanchetier, annuncia che l’amministrazione comunale non solo denuncerà il decreto ingiuntivo che ha ricevuto, ma che si appresta anche a chiedere al procuratore di Nizza di sequestrare queste immagini “al fine di non compromettere eventuali altre procedure che possano emergere al di là delle indagini anti-terrorismo attuali”.


Fontehttp://www.occhidellaguerra.it/distruggere-le-immagini-di-nizza/



LA CITTA' DI NIZZA SI RIBELLA:
Si RIFIUTA DI DISTRUGGERE LE PROVE.

Aggiornamento importante sul post in cui rivelavo che la magistratura francese aveva ordinato la distruzione di tutte le immagini delle telecamere di sicurezza.

Il quotidiano Nice Matin scrive che il Comune di Nizza si rifiuta di cancellare le immagini. L'avvocato del Comune, Philippe Blanchetier, annuncia che il Comune non solo denuncerà il decreto ingiuntivo che ha ricevuto, ma che si appresta anche a chiedere al procuratore di Nizza di sequestrare queste immagini "al fine di non compromettere eventuali altre procedure che possano emergere al di là delle indagini anti-terrorismo attuali".

Una città francese si rivolta contro lo Stato centrale. 
Dice no a un'ingiustizia. Senza precedenti!

Qui l'articolo di Nice Matin: http://goo.gl/SMnPPa

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