giovedì 7 luglio 2016

La Comune Libertaria di Urupia, dove non esiste la "proprietà privata"



Nel 1995 la Comune Libertaria di Urupia, dopo esser nata come progetto utopico agli inizi degli anni ’90 nei pensieri di un gruppo di libertari salentini e di altri compagni di origine tedesca, divenne finalmente realtà concreta grazie all’acquisto di alcuni fabbricati abbandonati e di 24 ettari di terreno nella zona rurale e di campagna di Francavilla Fontana, in Salento.

Il progetto della comune iniziò come un esperimento quotidiano di autonomia e autogestione, volto a rappresentare la concretizzazione di una vera e propria utopia libertaria che tendeva al raggiungimento di libertà politica, solidarietà sociale e comunitaria e autosufficienza economica. 


I principi dominanti alla base della Comune di Urupia sono prima di tutto l’assenza di proprietà privata con la conseguente proprietà collettiva di mezzi e dei beni e il raggiungimento dell’unanimità e del consenso come unico metodo legittimo usato nel processo decisionale. 




Alla base dei principi fondamentali 
della comune troviamo la convinzione 
che l’uguaglianza politica è raggiungibile solamente attraverso l’uguaglianza economica.


All’interno della Comune di Urupia l’individuo è dotato di piena libertà e di assoluta autonomia e perciò può liberamente autodeterminarsi in un contesto di diffusa autogestione di sè stessi e della comunità. 


Inoltre ad Urupia non esistono classi sociali nè tanto meno gerarchie, perciò notiamo l’assenza totale di un singolo individuo che accentra il potere nelle sue mani fungendo da autorità; piuttosto la Comune nel corso degli anni si è impegnata nell’adozione di una struttura sociale completamente egualitaria e orizzontale, all’interno della quale ogni individuo si ritiene e viene ritenuto libero ed uguale e coopera con gli altri sulla base delle proprie disponibilità e possibilità.


Ad evidenziare in maniera ancor più marcata il rifiuto di qualsiasi forma di gerarchia (anche quella basata sul genere sessuale) gli abitanti della comune hanno deciso di chiamarsi con il termine femminile “Comunarde”. Questo termine sottolinea l’assoluta uguaglianza tra i sessi ed il rigetto nei confronti del patriarcato e del maschilismo imperanti all’interno della società dominante.

Come già detto, la Comune di Urupia è tutt’ora all’alba degli 11 anni di esistenza un laboratorio ed un esperimento ed infatti gli stessi abitanti scrivono: 


“viviamo invece quotidianamente la consapevolezza 
della difficoltà di un percorso di vera autogestione: 
i continui conflitti traprivato e collettivo, 
il costante riemergere di comodi meccanismi di delega 
e di ambigue gerarchie informali, 
la difficoltà del raggiungimento di una vera uguaglianza
 tra i sessi e di un rapporto di serena, 
efficace collaborazione tra uomini e donne, 
la risucchiante prepotenza delle peggiori leggi dell’economia, sono tutte contraddizioni che stanno 
lì ad indicarci quanta strada abbiamo ancora da fare, 
e quanto difficile sia questo percorso.
Contraddizioni alle quali, tuttavia, 
non abiamo alcuna intenzione di sottrarci…”


La Comune di Urupia, nonostante le molte difficoltà che si trova ad affrontare, incarna l’esempio perfetto che un modo diverso di organizzare la vita sociale, politica ed economica sulla base di una autogestione libertaria è, non solo possibile, ma percorribile se si ricerca una alternativa migliore alla realtà dominata, vessata e sottomessa alle logiche statali e all’economia capitalista. 

Perchè  le Comunarde di Urupia credono nella sperimentazione di un “mondo migliore, più libero e giusto, nel quale sarebbe anche ora che cominciassimo a vivere, noi che ci avveleniamo il sangue per questo schifo di mondo che invece dobbiamo sopportare.”


Fonte: http://anarcoantropologo.altervista.org/coltivare-lautogestione-lutopia-libertaria-la-comune-urupia/

1 commento:

  1. Salve, l'articolo è perfetto e molto interessante, ma Urupia ha già più di 21 anni, non è "all’alba degli 11 anni di esistenza".

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