lunedì 24 agosto 2015

L'Amore al tempo degli Indiani d'America


Ebbene, voi conoscete i nostri flauti; avete udito il loro suono e visto in quale mirabile modo sono fatti. 

Questo nostro flauto, il siyotanka, serve per un solo genere di musica: la musica dell’amore. 

Nei vecchi tempi gli uomini si sedevano appartati, non di rado nascosti, non visti, appoggiati ad un albero nell’oscurita’ della notte, per creare i loro motivi personali, i loro canti di corteggiamento.

Noi indiani siamo timidi. Anche se fosse stato un guerriero che avesse gia’ contato un colpo su un nemico , un giovane avrebbe difficilmente potuto farsi sufficiente coraggio da parlare ad una “winchinchala” di bell’aspetto: una ragazza di cui era innamorato.

Inotre, non c’era posto nel villaggio dove un giovanotto ed una ragazza potessero stare soli. La tenda di famiglia era sempre affollata da gente. E naturalmente, non potevi andare a passeggio fuori dal villaggio tenendoti per mano con la tua a ragazza, anche se tenersi per mano fosse stata una delle nostre abitudini, il che non era.

La fuori tra l’erba alta, ed i cespugli di salvia potevi essere incornato da un buffalo, dilaniato da un grizzly, o colpito con l’ascia da un Pawnee, o potevi imbatterti nella Mila Hanska, i Lunghi Coltelli, cioe’ la Cavalleria degli Stati Uniti.

La sola occasione che avevi d’incontrare 
la tua winchinchala era di attenderla 
al calar del giorno, 

quando le donne andavano al fiume od a un ruscello con le loro sacche di pelle a prendere acqua.


Quando quella ragazza sulla quale avevi posato gli occhi finalmente veniva gi’ per il sentiero che porta all’acqua, tu ti alzavi all’improvviso da dietro qualche cespuglio e restavi in piedi in mdo che lei ti potesse vedere. 

E questo era piu’ o meno tutto quello che potevi fare per mostrarle il tuo interessamento: probabilmente restando la’ dritto a ridacchiare scioccamente, guardandoti i mocassini o grattandoti l’orecchio.

Neppure la winchinchala faceva molto di piu’, eccetto che diventar rossa in volto, fare una risatina soffocata o tirarti probabilmente una rapa selvatica. Se tu le piacevi, il solo modo di fartelo sapere era di prendersela con calma nel riempire la sacca dell’acqua e darti qualche sbirciata furtiva disopra le spalle.

Cosi’ i flauti sostituivano il parlare. 
Di notte, sdraiata sulla coperta di buffalo nella tenda dei genitori, la ragazza avrebbe ascoltato il lamentevole e piangente suono del siyotanka. A mano a mano che era suonato lei avrebbe riconosciuto che c’era il suo amato la’ fuori in qualche posto.

Storia narrata da Cane Corvo.

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