sabato 2 maggio 2015

La "peste emozionale" del Fascismo




Perché sempre più italiani sognano 
un ritorno al fascismo?

Lo scienziato/medico e psicanalista W.Reich risponde 
a questa difficile domanda:



Ormai è una ricorrenza giornaliera sentire gli italiani in preda al panico e alle cattive emozioni, parlare di un ritorno al Duce, al duro e disciplinato fascismo.

"Ci vuole il Duce" "Se c'era il duce gli immigrati venivano bruciati vivi" "Se c'era il duce non c'era crisi, saremmo tutti più ricchi" ecc ecc.

Queste parole non sono pronunciate però dai vecchi nostalgici della dittatura, amanti della gerarchia di servi e di padroni, ma dalle bocche ancora sporche di latte dei ragazzini di nuova generazione cresciuti nella bambagia degli anni novanta e duemila, viziati e capricciosi.



Persone che parlano per sentito dire, che non conoscono la storia e tanto meno la vogliono conoscere, ma che sentono solo il disperato bisogno di aggrapparsi ad un idolo su cui credere.

Per comprendere la psicologia sempre attuale del fascismo non ci resta che andare a leggere gli studi effettuati dallo scienziato W.Reich, che ci da una chiara idea della "peste emozionale" che colpisci tutt'ora le menti più deboli della società:

Tratto dal libro:  La psicologia di massa del fascismo

(W.Reich)

“il fascismo” è l’atteggiamento emozionale fondamentale dell’uomo autoritariamente represso dalla civiltà delle macchine e dalla sua concezione meccanicistico-mistica della vita.



Il fascismo è stato e continuerà ad essere considerato, a danno degli autentici sforzi per raggiungere la libertà, la dittatura di una piccola cricca reazionaria. 

L’ostinazione con cui si continua a sostenere questo errore è da attribuire alla paura di rendersi conto di come stanno veramente le cose: il fascismo è un fenomeno internazionale che corrode tutti i gruppi della società umana di tutte le nazioni

La mentalità fascista è la mentalità dell’“uomo della strada” mediocre, soggiogato, smanioso di sottomettersi ad un’autorità e allo stesso tempo ribelle.


Quando un carattere fascista di qualsiasi colorazione si mette a predicare “l'onore della nazione” (anziché l’onore dell’uomo) o a la salvezza della sacra famiglia e della razza” (anziché la comunità dell’umanità che lavora); quando monta in superbia e quando dalla sua bocca non escono che slogans, allora gli si chieda pubblicamente, e con la massima calma e semplicità:

“Che cosa fai praticamente per dar da mangiare alla nazione senza assassinare altre nazioni? Che cosa fai come medico contro le malattie croniche, che cosa fai come educatore per favorire la gioia di vivere dei bambini, che cosa fai come economista contro la miseria, che cosa fai come assistente sociale contro il logoramento delle madri con tanti figli, che cosa fai come costruttore per sviluppare l’igiene delle abitazioni? 

Ora, cerca di non parlare a vanvera e cerca di dare una risposta concreta e pratica, altrimenti tieni chiuso il becco!”



In quanto medico il mio compito è quello di guarire le malattie. In quanto ricercatore devo svelare processi naturali sconosciuti. Se mi si presentasse un cialtrone politico per costringermi ad abbandonare i miei malati e il mio microscopio, non mi farei disturbare, ma lo butterei fuori dalla porta, qualora non se ne andasse di sua spontanea volontà.

W.Reich

Pochi se ne rendono conto, ma stiamo andando incontro ad una nuova peste emozionale che affligge la nostra società, e proprio come nel profetico romanzo "1984" di George Orwell, dove abbiamo uomini privati dell’anima e società fondate sull’odio, dove le uniche emozioni esprimibili sono la paura, la collera, l’esaltazione e l’umiliazione. 

La falsificazione del linguaggio porta ad una inversione del pensiero: 

"la guerra diventa pace, la schiavitù libertà e 
l’omicidio assume il volto della cura, 
mentre la giustizia ha il significato di una totale iniquità."



Cos'è questa peste emozionale di cui parlava tanto W.Reich?


La fonte di energia della reazione di peste psichica è fondamentalmente la frustrazione sessuale combinata con una forte aggressività. Le persone affette da peste psichica agiscono con la ferma convinzione soggettiva di perseguire un buon fine. Tutte le reazioni umane pestilenziali sono dirette principalmente contro le manifestazioni vitali naturali. E’ il movimento spontaneo, il dolce concedersi alle manifestazioni vitali che provocano odio e distruzione nell’animale uomo corazzato.”

La peste infuria nei campi vitali più importanti: la mania di autorità, il moralismo, il politicantismo, le misure educative sadiche, il misticismo nella sua forma distruttiva, la sopportazione masochistica, il pettegolezzo, la diffamazione, il burocratismo, l’imperialismo, la pornografia, l’usura, gli imbrogli, la sete di potere, l’odio razziale.



Un secondo denominatore è la perdita della capacità di raggiungere il soddisfacimento sessuale naturale, che porta allo sviluppo di impulsi secondari sadici. La sessualità dell’appestato è tipicamente sadica e pornografica in seguito ad una rigida armatura caratteriale e muscolare, prodotta da un’educazione coatta ed autoritaria.

“Noi vediamo che il compasso della peste emozionale coincide approssimativamente con l’ampio compasso dell’abuso sociale che è sempre stato ed è anche oggi combattuto da ogni movimento sociale per la libertà”.
La paura della libertà e la paura della propria responsabilità, l’invidia verso le persone sane, le attività perverse nei confronti dl sesso, come la pornografia, il sadismo fisico e morale erano conseguenze della biopatia nevrotica... "


Concludendo questo articolo posso dirvi che lo scienziato e medico Wilhelm Reich venne cacciato e perseguitato in tutta Europa per i suoi scritti rivoluzionari, sia dalle società fascite, naziste che da quelle comuniste, infine trovò rifugio in America, dove ben presto venne nuovamente perseguitato, gran parte dei suoi libri vennero bruciati e lui condannato alla galera, dove morì avvelenato poco prima della sua liberazione...

W.Reich era un uomo sano nel bel mezzo di un mondo afflitto dalla peste emozionale, ma oggi, a molti anni dalla sua morte è davvero cambiato qualcosa? Quanto è ancora "corazzata" la nostra società?

Daniele Reale




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