giovedì 25 maggio 2017

Mamma in sciopero della fame contro le vaccinazioni obbligatorie. A questo ci hanno portato!

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Articolo di Silvia Manzani:



Lo sciopero della fame lo ha iniziato lunedì: “Solo acqua e caffè d’orzo”. 

Maria Cristina Reciputi, 48 anni, psicologa, si è incatenata ieri sera in Piazza Saffi a Forlì, davanti alla sede del Comune, per protestare contro il decreto legge che impone dodici vaccinazioni obbligatorie per i bambini che frequentano dal nido alle scuole dell’obbligo, prevendo l’esclusione per la fascia 0-6 anni e sanzioni ai genitori alle elementari e medie, fino alla perdita della potestà genitoriale.

Maria Cristina, che ha tre figli di tredici, dieci e otto anni, ha voluto seguire l’esempio di Giorgio Gustavo Rosso, l’editore del gruppo Macro che si è incatenato domenica a Cesena: 





Quando ho letto il decreto, la prima reazione è stata quella di andarmene all’estero, in uno dei Paesi dove l’obbligo vaccinale non c’è, pur di non farmi rovinare la vita. 

Poi mi sono ricordata della protesta non violenta e ho deciso di seguire questa strada. Non mangerò almeno fino al 15 giugno“.




Nessuna paura di non farcela: “Prima di diventare mamma ho sperimentato qualche digiuno terapeutico, arrivando fino a 21 giorni senza cibo. Non temo nulla. Quello che mi distingue da Rosso, è che i miei figli hanno fatto l’anti-tetanica. Per il resto, non mi sono mai descritta come anti-vax. 

Sono semplicemente contro l’obbligo, contro l’imposizione, contro le minacce alle famiglie. Il fascismo e il nazismo li ho già studiati sui libri di scuola, non credevo potessero tornare”.


Maria Cristina ha iniziato a leggere e informarsi sui vaccini molto tempo fa, mossa da curiosità accademica, visto anche il suo mestiere: “Quello che ribadisco è che se le Asl fanno firmare ai genitori un foglio in cui si assumono tutte le responsabilità rispetto alle conseguenze dei vaccini, significa che non c’è da stare così tranquilli. Io non sono un medico né un ricercatore. 

Quale responsabilità posso prendermi?“.


Non avendo un profilo Facebook, Maria Cristina starà lontano da eventuali reazioni negative o insulti: “So che molte persone verranno a farmi compagnia, il resto non mi interessa. Non sono una talebana del salutismo, ogni tanto fumo anche qualche sigaretta. Sono solo a favore della libertà di vaccinare o non vaccinare i propri figli”. 


Fontehttp://www.emiliaromagnamamma.it/2017/05/vaccini-mamma-si-incatena-forli-non-mangero-almeno-meta-giugno/

mercoledì 24 maggio 2017

Fake News da Manchester - la foto di Ariana ferita era del 2015!



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Il sito BuzzFeed ci mette in guardia dalle notizie totalmente inventate che stanno girando in rete.


Sull’utilità dei social e dei media in occasioni tragiche come quella dell’attentato di Manchester non ci sono dubbi ma non mancano neanche le bufale, più o meno gravi, che rischiano di creare falsi allarmi, di cui davvero non c’è bisogno. 




La finta foto di Ariana Grande ferita dopo l’attentato di Manchester:


Risultati immagini per set Scream Queens ariana grandeUn’altra foto bufala molto diffusa ritrae Ariana Grande ferita dopo l’attentato alla Manchester Arena. L’immagine è vera, ma è tratta dal backstage di un programma TV ripreso nel 2015, Scream Queens. La pos star, fortunamente, è rimasta illesa dall’attentato.

Potete constatare l'origine reale dell'immagine cliccando qui.




Altra foto estratta dal basckstage:

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Persone scomparse:

L’utente di Twitter Kylie Manser ha condiviso un post in cui sosteneva che il suo piccolo fratellino, Frank, era disperso dopo l’incidente.

Il messaggio ha attirato più di 12.000 retweets ma è emerso che la foto del piccolo è presa da un articolo del 2014 pubblicato da Daily Dot su una nonna che aveva lanciato una linea di moda per bambini con la sindrome di Down.



ZFoto volantino fake news manchester




Fonte: http://www.unita.tv/focus/5-bufale-strage-manchester/

martedì 23 maggio 2017

Nelle Marche nasce un nuovo Ecovillaggio, e le case se le costruiscono da soli!




Un ecovillaggio completamente autosufficiente dal punto di vista energetico ed economico situato nello splendido contesto delle colline marchigiane, tra mare e montagna. Nasce dall'impresa sociale Montefauno, azienda agricola di prodotti biologici, il progetto dell'ecovillaggio “La Magione”, un esempio concreto di un nuovo modo di abitare e vivere su questo pianeta.


L’impresa sociale Monte Fauno è un’azienda agricola marchigiana che produce prodotti biologici certificati, “con l’intento di racchiudere in un vasetto” – si legge sul sito – tutti gli odori e i sapori della migliore cucina italiana”. Nata su iniziativa di Luigi Quarato, la Montefauno è il primo passo per un progetto molto più ampio che sta poco a poco prendendo vita, quello di costruire l’ecovillaggio “La Magione”  nel Maceratese, presso il comune di Montefano.


“Per arrivare alla fase esecutiva di un ecovillaggio in linea con la nostra filosofia abbiamo seguito un percorso diverso dal solito”, spiega Luigi, “e prima di trovare il gruppo con cui condividere questa esperienza abbiamo voluto verificare la fattibilità del progetto”. 



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“La Magione” sarà un ecovillaggio completamente autosufficiente economicamente, vi si stabiliranno 40 famiglie e in ciascuna di esse uno dei membri potrà lavorare a una delle diverse attività che nasceranno.

L’azienda agricola Montefauno farà parte dell’ecovillaggio e oltre alla consueta produzione di ortaggi (prevalentemente), è prevista la costruzione di un piccolo capannone per la trasformazione dei prodotti. 

Sorgeranno poi un’azienda per la lavorazione di piante officinali per l’estrazione di oli essenziali e pigmenti naturali, una struttura turistica dotata di sette camere e una cooperativa sociale per le attività di assistenza e formazione professionale (bioedilizia, agricoltura, gestione dei fondi comunitari ecc…).



Risultati immagini per ecovillaggio La MagioneLe unità abitative, circa 40, saranno tutte autocostruite in paglia e terra cruda e verrà garantita una qualità eccellente, anche grazie alla convenzione instaurata con l’Università Politecnica delle Marche di Ancona, per cui ogni abitazione sarà ecocompatibile, ecosostenibile e autosufficiente.



L’ecovillaggio che verrà (l’inizio dei lavori è previsto per la primavera 2018 e avranno durata di circa un anno), vuole rivedere nel complesso il modo di vivere odierno fornendo un’alternativa concreta e diventando esempio di sostenibilità dal punto di vista abitativo e alimentare, per la creazione di posti di lavoro etici e integrati nel contesto socio-economico locale, per le attività socio-culturali e – infine – per un nuovo modo di abitare e costruire.


Questa è l'Italia rivoluzionaria che cambia!
Quella vera, autentica, che passa dalla parole ai fatti, non violenta, ma ansiosa di evadere pacificamente dallo squallido sistema attuale.

E come fa?

Costruendo un ecovillaggio, dove i suoi nuovi abitanti possano convivere e collaborare assieme per rendersi autosufficienti economicamente e mentalmente più felici.

Le case si autocostruiscono, e questo significa lavorare tra vicini, amici, parenti o estranei, e attività come queste possono solo giovare allo spirito mortificato dell'uomo moderno che non conosce più i piaceri dell'aiuto reciproco.

Lo scopo degli ecovillaggi infatti non è quello degli affari sporchi, della cementificazione selvaggia, dell'inquinamento industriale e della vita artificiale vissuta tra solitudine ed esaurimenti nervosi, bensì quello di unire nuovamente le persone, di rallentare i ritmi di vita, di tornare ad amare e rispettare la Madre Terra e i propri simili,


Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/05/marche-ecovillaggio-sostenibile-autosufficiente/#