domenica 10 dicembre 2017

Non è colpa nostra, è colpa Loro

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Hanno rotto le scatole i Media di tutto il mondo con la loro ipocrisia, hanno rotto le palle i politici, gli ecologisti, gli scienziati e pure la gente "perbene" di questa società senz'anima, che discutono e discutono ora che ci ritroviamo tutti ad un passo dal baratro, dall'inizio della fine.


Lacrime di coccodrillo per l'orso sottopeso, ma ditemi, dovrei io cittadino sentirmi colpevole per le sue condizioni?

Devono i popoli del mondo sentirsi colpevoli per lo scioglimento dei ghiacciai e per la prematura morte di tutte queste povere creature? Questo è ciò che vorrebbero i Media, i politici e gli ecologisti, scaricarci tutte le colpe e le responsabilità sulle nostre spalle.


Ma io non mi sento colpevole di tutto questo, perché la responsabilità è solo loro! 


Risultati immagini per smog autoChi mi costringe ancora ad utilizzare un'automobile che brucia combustibili fossili e inquina, creando surriscaldamento globale? 
I petrolieri che da oltre cent'anni tengono nei loro cassetti i brevetti di certe tecnologie altamente proibite, tecnologie che se fossero applicate a partire da oggi, porrebbero fine alla catastrofe in atto, stiamo parlando di auto elettriche, di auto ad idrogeno, di auto ad aria compressa, di auto ad elettrolisi...

Negli ultimi 100 anni sono stati depositati migliaia di brevetti che avrebbero in breve tempo rivoluzionato il mondo, liberandoci dalla schiavitù della benzina e del gasolio e dei loro prezzi assurdi, ma tutt'oggi l'avidità di certi uomini non permette questo e di conseguenza il mondo continua ad essere inquinato.




Ma che non vengano più a farci la morale in Tv!
Perché la colpa non è nostra, ma Loro.




Gli animali morti di fame peseranno sulla loro coscienza, non sulla nostra, io rifiuto di essere accusato.

E' tempo che gli scienziati dicano le cose come stanno, perché è troppo facile dare la colpa agli esseri umani per l'inquinamento mondiale e per il surriscaldamento globale, quando pure gli economisti stanno facendo in modo che le nostre fabbriche sputaveleni siano ormai attive 24 ore su 24.


Un breve discorso che tutti dovrebbero ascoltare:




Io non posso da solo fermare le fabbriche che costringono milioni di esseri umani a produrre inquinamento ventiquattrore al giorno.

Ma posso dirvi che gli stessi che oggi ci puntano il dito contro e ci accusano dei danni all'ambiente causati dalle loro malefatte.








giovedì 7 dicembre 2017

Nessuna autopsia per il giornalista che denunciò la corruzione mediatica

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Udo Ulfkotte, già nota firma del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, è stato rinvenuto morto nella sua abitazione il 13 gennaio scorso. Aveva 56 anni, e le autorità tedesche hanno individuato la causa della morte in un attacco di cuore.


Il fatto strano è che non è stata eseguita nessuna autopsia sul corpo del giornalista tedesco, e le autorità giudiziarie hanno autorizzato la cremazione del cadavere, pregiudicando così irrimediabilmente la possibilità di riesumare il corpo in un secondo momento, e di stabilire se effettivamente sia stato un arresto cardiaco a causarne la morte improvvisa. 


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Era un giornalista scomodo, Ulfkotte, ed aveva suscitato scalpore tre anni fa nel mondo dell’informazione per la sua confessione pubblica di essere stato al servizio della Cia e della struttura di intelligence che appoggia la Nato.


Secondo Ulfkotte, i media occidentali non sono altro che l’emanazione dei servizi segreti statunitensi e lavorano esclusivamente per portare avanti gli interessi dell’apparato di potere che ruota attorno a Washington.


Il giornalista tedesco aveva dichiarato a Russia Today di essere stato parte di quel sistema di informazione e ne aveva spiegato chiaramente il funzionamento. «Faccio il giornalista da 25 anni e sono stato educato a mentire, a tradire e a non rivelare la verità al pubblico», così Ulfkotte esordiva sugli schermi di RT, in una dichiarazione shock. 

Qual è lo scopo di questa macchina di propaganda di cui parlava Ulfkotte? 

Per il giornalista tedesco il compito dei media occidentali era quello di «portare ad una guerra contro la Russia, di manipolare l’opinione pubblica ed è quello che hanno fatto e fanno tuttora anche i miei colleghi, non solo in Germania, ma praticamente in tutta Europa».

Nessun paese europeo è escluso dal sistema, e in particolare a subire più l’influenza della Nato e della Cia sono i giornali anglosassoni, quelli considerati da qualche giornalista di casa nostra del tutto indipendenti e impermeabili alle influenze dall’esterno. 

In un’intervista all’Oriental Review, Ulfklotte aveva anche spiegato come venissero elargiti favori e concessioni di vario genere a quei giornalisti fedeli alla linea indicata da Washington.
Ulfkotte aveva iniziato a rivelare all’opinione pubblica tedesca la verità sui media occidentali nel suo libro Giornalisti comprati che gli è costato la carriera e la minaccia del suo ex giornale di pesanti azioni legali nei suoi confronti. 




In Germania era stato bandito da tutti ed era stato vittima di un altro grave episodio di censura, quando il suo profilo Facebook è stato bloccato dopo aver postato l’immagine del suo ultimo libro, Criminali senza limiti, nel quale si fa una dettagliata ricostruzione di tutti i reati commessi dai migranti in Germania e della censura dei media tedeschi su questi gravi episodi. 

Secondo Hadmuth Danisch, un informatico tedesco in contatto con lui, Ulfkotte negli ultimi tempi si stava dedicando alle irregolarità commesse dalla Cancelliera Angela Merkel per le sue violazioni della Costituzione tedesca in tema di accoglienza dei migranti, denunciate anche dal giurista tedesco Udo Di Fabio.


Fontehttp://www.complottisti.info/cremato-senza-autopsia-il-giornalista-tedesco-che-aveva-denunciato-come-i-suoi-colleghi-fossero-a-libro-paga-della-cia/

mercoledì 6 dicembre 2017

Trump sconsacra le terre indiane - ora si potrà estrarre petrolio e gas

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Donald Trump cancella gran parte del Bears Ears National Monument, area protetta e ordina la riduzione del 47% del Grand Staircase-Escalante. Una decisione che di fatto abolisce limiti e restrizioni nello sfruttamento delle terre dei nativi americani e manda su tutte le furie gli ambientalisti.

Che significa? Significa in breve che tutte quelle aree, attualmente abitate dagli ultimi Indiani Nativi Americani discendenti dei popoli sterminati con la forza bruta dai colonizzatori bianchi a partire da quel lontano 1492, che fino a ieri erano aree protette da trattati firmati dal governo U.S.A, da oggi, grazie alla decisione di Trump, potranno essere deforestate, sfruttate, cementificate, inquinate, il tutto a "norma di legge".


Gli Indiani che ora abitano li saranno di conseguenza ancor più ridotti in schiavitù. Le sacre aree dove raccoglievano le loro erbe medicinali potranno essere irrimediabilmente compromesse.
I loro corsi d'acqua potranno essere deviati o sfruttati per la costruzioni di centraline per rubare loro l'acqua e portarla alla "civiltà".

Trump, orgoglioso della sua scelta, ha definito la sua mossa come una ‘decisione storica’ e di fatto lo è, perché mai nessuno, da quando è stato istituito l'Antiquities Act, ovvero nel 1906, (che conferisce al presidente la facoltà di dichiarare aree protette), ne aveva abolita una.

Ma allora quanto valevano quei trattati firmati da gli Indiani sopravvissuti ai massacri da parte dei coloni e il governo degli Stati Uniti d'America? Meno di niente.


Immagine correlataLa sete di potere dei colonizzatori bianchi dopo più di 500 anni non è ancora finita, ed ora, nell'era della libera informazione, dove le menzogne non passano mai inosservate, l'America da ancora una volta prova della sua falsità, infrangendo quei stessi trattati che lei stessa aveva scritto.

La persecuzione indiana continua in nome delle estrazioni di gas e petrolio dalle terre sacre dei Nativi, nonostante da oltre 100 anni abbiamo fonti di energie pulite, che, volutamente e per motivi ovvi, ci tengono nascoste.

La decisione di Trump è anche una vittoria per tutti i mostri petroliferi delle Multinazionali, che ora vedono le terre indiane come un piatto ricco per i loro profitti.


Un bellissimo discorso sulle "energie pulite"
 tratto dal film 
Sfida tra i ghiacci:




Certo è che il popolo indiano non starà fermo a guardare e anche se ben consapevole di essere solo una goccia che lotta contro la furia di un oceano oscuro e crudele, non si arrenderà mai e poi mai.
Gli indiani hanno sempre lottato e sempre lo faranno, nonostante la repressione subita, le botte, gli arresti, le persecuzioni, lo hanno dimostrato anche nella lotta al gasdotto nel 2016-2017, lo dimostreranno ancora e ancora....